Zuccarello

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Loscrivodame e @Ladolcevitaly non si fermano e continuano nel loro viaggio infinito tra i borghi d’Italia. Oggi parliamo di Zuccarello, un paesino di poche anime che si trova in provincia di Savona.

A circa 30 km da Loano si trova questo piccolo borgo che, nonostante le piccole dimensioni è tra i più belli d’Italia. Arrivati qui si scoprono subito i tipici e antichi carruggi liguri, con i loro portici e, sopra il paese, l’immancabile castello.

Origine del nome e storia

Nel XII sec., l’entroterra di Savona era dominato da tre famiglie: quelle dei Clavesana e dei Lengueglia, discendenti entrambe dalla dinastia longobarda degli Arduini, e quella dei Del Carretto.

Queste famiglie avranno un ruolo importante per la futura Zuccarello.

Il nome Zuccarello nasce da zucco o zuccaro, che sta ad indicare poggio o collina tonda. Il borgo nasce nel 1248 con un atto notarile dei marchesi di Clavesana assieme alla popolazione della Val Neva.

Ma in cosa consiste questo atto? Di fatto era un accordo con cui gli abitanti si impegnavano ad edificare il nuovo borgo entro il natale 1249 ottenendo in cambio la protezione. Si tratta di un atto chiaro e ancora conservato presso l’archivio del comune, che fa in modo che sia precisa la data di nascita di Zuccarello, a differenza di altri borghi italiani.

Infatti proprio qui, come nelle vicine San Remo ed Apricale, nel 1281 vengono redatti gli statuti dei  borghi, tutt’ora tra i più antichi in regione.

Poi avvennero le vicende dei domini feudali e delle famiglie, che contraddistinguono gran parte della storia d’Italia fino al 1326, quando Caterina di Clavesana, sposa Enrico II Del Carretto di Finale. Questo ebbe come conseguenza che i territori di Zuccarello passarono ai Del Carretto.

In seguito Carlo I Del Carretto diventa marchese di Zuccarello tramite un accordo famigliare, con lo scopo di allargare i propri domini. Nel 1420 si espande acquisendo nuove aree e castelli, tra cui il Castello di Rocca Barbena.

Il marchese da alleato di Genova, entrò spesso in contrasto col comune di Albenga e nel 1545 il marchesato venne diviso tra Zuccarello e Balestrino, con il primo che andò a Giovanni Bartolomeo e il secondo a Pirro II.

Poi, nel 1561, Pirro cedette una parte del suo feudo a Genova e una ai Savoia. Le due parti entrarono poi in conflitto, dando origine alla guerra di Zuccarello o “del sale”. A spuntarla fu Genova, che si aggiudica anche la parte del feudo che prima apparteneva ai Savoia.

Dopo alcuni secoli in orbita genovese, nel 1815 Zuccarello entrò a far parte del Regno di Sardegna.

Oggi è un borgo grazioso, tra i più belli della zona. Anche qui, come spesso accade, c’è un castello a dominare il paese. Il castello nacque prima del borgo stesso, risale alla prima metà del XII secolo, finché dai due ai quattro secoli dopo, assunse l’attuale struttura.

Ma il dominio genovese rese il castello un luogo di confine e quindi soggetto ad alcuni assedi che portarono il castello a subire grossi danni ed essere abbandonato. Nonostante l’abbandono il castello restò strategico nella guerra di successione del 1746 contro gli austriaci.

Oggi Zuccarello si snoda su un’unica via principale fiancheggiata da portici, caratterizzati da arcate e pilastri multiformi. Parallelamente all’asse principale, sorgono i carruggi con il loro pittoresco andamento.

Lateralmente alle porte d’ingresso, spuntano le due torri e poco distante il Ponte romanico. Le mura sono molto suggestive, cosi come le due torri merlettate che si aprono tra le mura, risalenti al XV secolo.

Anche la Porta di Ponte di Neva, la Porta del Molino e il palazzo Marchionale, con il suo gruppo di affreschi, spiccano per bellezza. Nel palazzo, nel lontano 1459, avvenne l’incontro tra Giovanni di Calabria, rappresentante del Re di Francia e di Genova, e i Marchesi del Carretto, per siglare la pace tra Genova e i Del Carretto di Finale.

I portici sono caratteristici dei borghi commerciali e in questo risultano molto tipici. Molto interessante anche la chiesa parrocchiale di San Bartolomeo, che ha origini molto antiche, precedenti l’anno mille.

La chiesa conserva preziosi affreschi del XV secolo e di fine ottocento. I principali sono: la Vergine e Santi di Orazio De Ferrari e la statua in legno del patrono di Paolo Olivari; il campanile romanivo e l’oratorio di Santa Maria Nascente, con un Cristo ligneo del Quattrocento.

Tra le porte del borgo, spiccano la porta Soprana e la porta Sottana, ma anche la porta del Ponte e quella del Mulino.

Molto suggestivo è lo scalino del buon arrivo, dove i condannati potevano ottenere la grazia dai marchesi oppure raggiungere la colonna in ardesia dove li attendeva la loro triste sorte.

Un altro luogo di interesse è il Teatro Comunale Attilio Quinzio Delfino, che si trova in un’antica chiesa sconsacrata. 

Caratteristici sono anche i canali che servivano per alimentare frantoi e mulini e per portare l’acqua nel borgo, detti beudi. 

Camminando per il borgo ci si imbatte nelle strade curate in ciotole di pietre di cava disposte in maniera tale da impedire ristagni d’acqua. Una lezione dal passato forse utile a molti tecnici dei nostri giorni.

Presto ci si imbatte nelle rovine del castello, nato prima del borgo sottostante e risalente al periodo tra il 1200 e il 1248. Il torrione laterale è la parte meglio conservata, tanto che si trovano tracce di affreschi quattrocenteschi.

In direzione Castelvecchio, immersa tra i castagni del “Manno”, si trovano i ruderi della cappella di San Giacomo, da secoli in rovina. 

Un personaggio importante nella storia di Zuccarello è Ilaria Del Carretto. Proprio all’ingresso del paese sorge una statua a lei dedicata nel 2007. Vi chiedete chi fosse?

Me lo sono chiesto anche io, si trattava della figlia di Carlo I del Carretto, fratello di Enrico II e primo Marchese del Carretto di Zuccarello a partire dal 1397. Grazie al padre, il marchesato locale conobbe un rapido ampliamento del proprio territorio con l’annessione del castello di Balestrino e dei feudi di Castelvecchio, Erli e Nasino, oltre che di Castelbianco, Alto Caprauna e Bardineto. 

Nel 1379 nacque Ilaria che divenne famosa più per le conseguenze della sua morte che per le sue azioni in vita. Ilaria sposò, ancora molto giovane, il Principe di Lucca Pietro Guinigi, al quale diede due figli, prima di morire nel 1405.

In seguito a questo lutto il marito commissionò all’artista Jacopo Della Quercia il suo monumento tombale che oggi, per il pregio della sua fattura artistica, porta ogni anno tanti visitatori di tutto il mondo nel Duomo di Lucca.

Questa opera d’arte aveva a quel tempo, anche una funzione politica, era simbolo del potere di Guinigi e della continuazione della propria dinastia nel figlio Ladislao, che Ilaria aveva dato al marito.

A dicembre 2012 si scoprì però che Ilaria non fu mai sepolta in quel sarcofago, ma nella chiesa di Santa Lucia di Lucca, dove giace insieme alle altre due mogli di Pietro Guinigi. 

“Zuccarello is a small village on the Nera river among the wooded valleys in a quiet part of Liguria to the north-west of Albenga. The village is inscribed as one of the ‘most beautiful villages in Italy’. The village more or less follows one main street with just a few smaller streets off to the sides.

Although it is quite small, Zuccarello has a few sites of interest – most dating from the period between the 14th and 17th centuries when the town was the capital of a small state called the ‘Marchesato di Zuccarello'”

Il borgo è speciale anche in quanto scelto da tanti registi per i loro film. Qui è stato girato “Brokers: Eroi per gioco”, produzione indipendente ammessa al Festival del Cinema di Roma 2008. Il borgo ha in effetti un fascino romantico speciale, dovuto anche alla figura di Ilaria.

Sicuramente il restauro dei portici e delle facciate ha valorizzato la via principale, mentre a lato spicca il disordine creativo e affascinante dei carruggi che l’intersecano. Gli acciottolati, il fiume, le facciate in pietra fanno il resto, rendendo l’insieme incantevole.

Il castello come scritto sopra, precede di una decina d’anni la fondazione del borgo, del 1248. A quel tempo i Clavesana, conquistata la costa e la piana di Albenga, si preoccuparono di difendere il Marchesato nella parte meridionale della valle, creando un asse con il castello di Castelvecchio, che svolgeva la medesima funzione.

Passato ai Del Carretto nella prima metà del XIV secolo, il castello ne divenne forse la residenza, per poi essere però sostituito da Castelvecchio.

Poi, quando nel XVI secolo il dominio dei Del Carretto era andato declinando, a causa delle contese ereditarie interne alla famiglia, la proprietà si risolse con la vendita nel 1567 di un terzo del feudo alla Repubblica di Genova che ne completerà l’acquisto tra il 1624 e il 1633.

I Savoia e i francesi, alleati tra loro, scatenarono allora la guerra di Zuccarello, conclusasi nel 1631 con la vittoria genovese. Da questo momento, l’utilizzo del castello fu esclusivamente a scopo militare.

Visitando il castello viene messo in evidenza il ruolo prettamente militare di questa costruzione e di come l’arredamento si sia dovuto adeguare allo stato di precarietà, come spesso accadeva nei fortini militari rinascimentali.

Se passate per Zuccarello assaggiate le rocche, dolci secchi locali a base di nocciole.

Un borgo molto carino e dall’atmosfera particolare, sicuramente consigliato…Fede