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Come solitarie simili zolle
di un desertico terreno
aspettano la pioggia,
solitari simili animi attendono
l’acqua che colmi le loro simili crepe.

Volgendosi insieme verso
l’orizzonte del comune dolore
inariditi animi spettano
l’acqua che li rinsavisca.

“Non ci son nubi laggiù”
dice a se stessa la zolla
che sogna tempesta.