ZANNA BIANCA

0
342

Intenso, toccante, a tratti crudele: definirei così il romanzo “Zanna Bianca” di Jack London.

Un piccolo lupacchiotto che da subito dovrà imparare le regole della sopravvivenza: chi è più forte vive, chi è più debole soccombe.

La foresta non perdona e solo guardando dritti davanti a sè, tirando fuori cattiveria e ferocia – insita nella natura della specie in questione – si sopravvive.

Ma quando si mettono in mezzo gli uomini (“dei”), la situazione si complica. Gli uomini impongono regole, richiedono obbedienza, possono punire, ma non essere puniti.

Dopo Castoro Grigio, un padrone severo ma, tutto sommato, rispettoso di Zanna Bianca, il lupo – ormai cresciuto – farà la conoscenza di Beauty Smith che lo condurrà sulla via dell’odio totale, lo disprezzerà, lo maltratterà per denaro.

Qualcosa di buono, però, si verifica anche per lei. Sulla sua strada farà la conoscenza di Weedon che, con grande difficoltà e con pazienza infinita, cercherà di trasmettere a Zanna Bianca – che aveva conosciuto solo odio – l’affetto e il rispetto.

Un grande romanzo con il quale Jack London osserva e descrive l’ambiente e, soprattutto, l’aspetto contorto degli uomini, attraverso gli occhi del lupo. Parecchi e di notevole profondità gli aspetti che vengono trattati e che portano il lettore a riflettere.

“In lui c’erano altre forze in azione, la più grande delle quali era la crescita. Istinto e legge esigevano obbedienza. Ma crescere richiedeva disobbedienza”.

Gli animali sono di gran lunga più intelligenti e furbi rispetto a noi uomini e tutto ciò che fanno – nel bene e nel male – è legato all’istinto di sopravvivenza. Non distribuiscono cattiveria gratuita, proteggono chi dà loro fiducia e sono fedeli al proprio padrone. Dovremmo prendere esempio!