Vissi d’arte

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Vissi d’arte

Di me si perderanno le tracce,
quando la vita, non avrà più
bisogno di farmi soffrire.
Le lacrime spariranno oltre
un confine infinito.
Non avranno più freddo
queste mani che col fiato
riscaldavo e il cuore sarà
silente come una notte
di gennaio.
Gli oggetti che amavo,
verranno smembrati e
gli abiti dati in pasto
agli avvoltoi.
Di me si perderanno le risate.
I fogli massacrati di Poesie
e quei gesti garbati che
sulle labbra allargavano
il sorriso.
Non resterà che un vuoto
ricordo ad animare queste
stanze e del dolore, tenuto
sul grembo, qualcuno parlerà
giusto per farlo.
Non ci sarò a cantare
gli amori di ieri, le speranze
naufragate in mare con
la mia ombra.
Un mesto ritorno, spoglierà
di fantasia questa salma.
Irrorato di rose gialle,
il marmo, porterà inciso:
“Sola come allora!”
Vissi d’arte non più d’amore.

Maria Rosa Oneto