Villa Scott, il collegio stregato a Torino

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L’Italia si dimostra ricca di case e luoghi stregati, o perlomeno, avvolte da un alone di mistero. Una di queste è la bellissima villa Liberty di inizio ‘900 che si trova nel quartiere Cavoretto di Torino: Villa Scott.

In realtà di stregato questa villa non ha nulla, se non il fatto di essere tra le celebri case dei fantasmi e del mistero. Motivo? nel 1974, Dario Argento girò qui Profondo Rosso. Questa è la Villa del bambino urlante, dove Marc, uno dei protagonisti, trova un cadavere.

Ora la casa è una residenza privata, ma a quel tempo, era un collegio di suore. 

Questa villa nasce dalle Avanguardie del Novecento, che, con i propri lavori, mostrarono il proprio dissidio interiore che li animava nel periodo travagliato definito “Secolo Breve”.

Proprio negli anni precedenti il primo conflitto mondiale, nacque infatti un movimento ingenuo quanto intrigante, ma soprattutto ottimista, che voleva ricreare la natura traendo spunto da essa. E così, seguendo le forme della natura, modellarono il ferro e i metalli, convinti di ricreare fiori in vetro e lapislazzuli, che non sarebbero mai appassiti.

E così tutti questi elementi decorativi quasi barocchi, i “ghirigori” del Liberty, si diffusero in tutta Europa. Le linee arrotondate e i dettagli giocosi ed elaborati, furono il simbolo di quell’epoca, fatta di leggerezza, che caratterizzò i primissimi anni del Novecento, prima del primo conflitto mondiale.

Oggi, in molte città europee, come a Torino, restano testimonianze di quest’arte raffinata. Torino è, per tanti versi, una capitale del Liberty, e ad oltre un secolo, qui restano tante testimonianze di questo stile architettonico.

E così il cinema, in particolare, va in cerca di luoghi suggestivi unici, per rendere la pellicola ancora più indimenticabile. Uno di questi ambienti da cellulosa si trova nella collina torinese.

Si tratta di una villa silenziosa, nascosta in un elegante viale tra il verde degli alberi.È Villa Scott,situata in Corso Giovanni Lanza 57.

Bene, questa villa è uno dei più grandi esempi nazionali di villa in stile liberty floreale. Ma, forse anche in quanto location del film “Profondo Rosso” è una villa da sempre avvolta da un’aurea tetra.

Il committente di questa villa fu Alfonso Scott, un consigliere delegato della Società Torinese Automobili Rapid nel 1901.

Alfonso acquistò appezzamento di terreno precollinare, affidando l’incarico di costruire una villa personale all’ingegnere Fenoglio, allora trentaseienne.

L’ingegnere si impegna nel progetto, scegliendo di optare per lo stile in voga in quel momento, un liberty pregiato. Nasce una villa ricca di decorazioni floreali in cemento e ferro battuto.

Alla morte di Scott, la villa passa alle Suore della Redenzione, che danno vita ad un collegio femminile, noto in città col nome di Villa Fatima.

La difficoltà di realizzazione della villa era dovuta al dislivello di 24 metri tra la villa e il cancello d’ingresso. Fenoglio, assieme al collega Gottardo Gussoni, risolve il tutto con una scalinata e con l’inserimento di molti corpi di fabbrica.

Le decorazioni traggono vita dalla scala esterna e si allargano a tutto l’edificio. L’edificio viene completato nel 1902.

Due corpi laterali a torretta, uno su quattro livelli e uno su tre. Per il resto un goco articolato di logge, bovindi e vetrate, un pò di barocco e tanto eccletismo. Stucchi, richiami floreali e arredo interno ispirato a Luigi XVI e tanta eleganza.

Tutto perfetto dunque, anche troppo, tanto da attrarre il regista horror Dario Argento, che nel 1975 decide di ambientare proprio qui il celebre film “Profondo Rosso”.

Villa Scott diventa così la villa del bambino urlante, location basilare ai fini della trama. La soluzione del mistero avviene proprio qui, tra queste mura.

Dunque, Villa Scott è più luogo di suggestione che non di reali fenomeni inquietanti. Ma Villa Scott era in quel tempo un collegio femminile, abitato da suore e giovani ragazze. Per poter girare le scene, fu offerto alle giovani un periodo in villeggiatura a Rimini. In questo modo si potè girare un film.

La villa fu in seguito abbandonata, per poi essere restaurata e adibita a residenza privata.

La caccia all’assassino misterioso che trucida i malcapitati ad opera del pianista Marc Daly (David Hemmings) insieme alla giornalista Gianna Brezzi (Daria Nicolodi), protagonisti del film, tornano alla mente, non appena di scorge la villa.

Lo stile opulento e angosciante allo stesso tempo fecero da esca nell’immaginario di Argento, che la scelse.

Nonostante sia ormai privata da quasi 20 anni, tuttora la villa desta tanta curiosità da parte di fan e semplici curiosi.

Resterà per sempre la villa del bambino urlante.