Villa Reale a Lecce un’oasi di verde sconosciuta

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Vorrei oggi farvi conoscere un giardino che pare sia stato disegnato dal più grande paesaggista del XX secolo il fiorentino Pietro Porcinai, che su richiesta della famiglia Reale crea un piccolo capolavoro, uno dei 1100 progetti che hanno punteggiato la vita di questo formidabile architetto toscano, che prima della laurea aveva conseguito il diploma di perito agrario. Quasi in centro a Lecce, a pochi passi da Porta Rudiae, accanto ai viali di espansione ottocenteschi, usati anche come orto botanico, dietro un alto muro di cinta dove svettanò alti cipressi, si schiude il giardino di Villa Carrelli. Varcato l’imponente cancello, quasi ci si dimentica di essere nel Salento. Si attraversano i vari ambienti e gli scenari cambiano secondo quell’effetto ricercato e voluto dal suo progettista, l’artista–giardiniere toscano Pietro Porcinai, che concepiva i giardini come vere e proprie verdi stanze e che realizzò importanti giardini in vari paesi del mondo. Il giardino di Villa Carrelli fu realizzato intorno al 1930 e rientra fra le opere giovanili del Porcinai (Firenze, 1910 – Firenze 1986), che nella cura del giardino di Villa Gamberaia a Settignano aveva maturato vasta esperienza accanto al padre, capo giardiniere. Committente fu l’imprenditore agricolo e dottore in scienze agrarie Francesco Reale, che volle sistemare il parco della villa, acquistata pochi anni prima dai Duchi Carrelli-Palombi, che all’epoca, in vista di un ampliamento della Città, avevano chiesto di poter lottizzare parte del vasto giardino. Si deve dunque al pronto intervento della famiglia Reale, la conservazione di questo grande cuore verde, che al pari di altre emergenze architettoniche, rappresenta un unicum nella città di Lecce. All’interno del giardino, forme geometriche, allori e bossi sapientemente potati e archi vegetali – scelte stilistiche del Porcinai – convivono in perfetta armonia, con dosati esotismi e con il più tipico giardino produttivo, fatto di filari di agrumeti, mandorli e altri alberi da frutto, espressione del desiderio del committente, di godere di un angolo di gusto mediterraneo. Un angolo verde da scoprire con le sue essenze i suoi colori, le geometrie delle siepi e come spesso succede con i silenzi e la calma di un oasi verde impiantata in una città che frenetica corre al di fuori di esso.

Raimondo Rodia