Venuto al mondo

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Venuto al mondo 

Margaret Mazzantini

Oscar Mondadori

529pp

Recensione di Antonella Gagliardo 

Questo libro narra di un amore, di una guerra e di una maternità negata.

Gemma intraprende un viaggio con suo figlio Pietro. Và a Sarajevo,  in quella terra dove  da giovane, aveva conosciuto l’amore e la guerra. Rivive tutte le sensazioni passate, le gioie e i dolori che da ragazza le avevano attraversato la pelle, e riviverle,  a distanza di così tanti anni, rende tutto più chiaro e più doloroso, al contempo.

Gemma vi si era recata , la prima volta a  a 29 anni ,nel 1984, per una ricerca universitaria e la prima persona che conobbe fu   Gojko, un poeta bosniaco che le farà da guida nella città  e che le resterà amico per tutta la vita.

“ Vidi entrare questo ragazzo dai capelli rossi intabarrato in una giacca di pelle imbottita di pelo acciaccato, si muoveva a scatti come un grosso pupazzo meccanico”.

Attraverso  la follia di questo personaggio , lei incontrerà un altro uomo ,l’amore che le stravolgerà pezzo per pezzo la vita: Diego, il suo uomo/bambino, il suo fotografo di Genova, che immortala le pozzanghere e i piedi della gente.

Si innamorano a prima vista.

“ E’ una radice che si infila nella terra. Sta lì a guardarmi , a guardare il miracolo di noi due insieme. Mi mette le mani intorno alla testa come una corona, guarda i miei capelli mentre li accarezza. “ Adesso sei mia”.

Ma Gemma e Diego si persero per un  po’ di tempo  perché ad attendere Gemma in Italia c’era un matrimonio che fu  celebrato e che andò alla deriva, come da prassi, quando si ci sposa con un uomo mentre se ne ama un altro.

Diego tornò in Italia  a riprendersi la sua Gemma ed iniziò la loro unione.

“ Dammi i suoi occhi , maledetta, non ti scollare da qui, stavolta ti rapisco”.

Andarono a vivere insieme mentre lei si sentiva un “ piccola , stupida fata” e entrambi  erano  “ due scemi che tremano di felicità”.

A completare la loro unione mancava solo un figlio.

“ Voglio un figlio come eri tu, come sei tu… voglio ridarti un padre…vorrei ridarti tutto, amore mio. Tutta la pioggia “.

Ma i figli che arrivavano, scivolavano via dal corpo. Ovuli ciechi che non davano vita.

“ Io no soffro più, ho già sofferto. Forse mi sento addirittura sollevata. Non sarò più madre. Resterò per sempre una ragazza. Invecchierò cosi, asciutta e sola…”

Da qui partì la frustrazione della coppia, i svariati tentativi per colmare quella mancanza, la delusione per il fallimento che accompagnava ogni tentativo.

Intanto, mentre loro combattevano la loro guerra personale , a Sarajevo era scoppiata la guerra, quella vera, e loro decisero  di tornare in quella città che li aveva visti nascere, e che dopo li avrebbe visti morire dentro ,un po’ alla volta.

Ritrovano Goiko, la sua famiglia, gli amici, le bombe , la morte e la paura.

Incrociano il destino di una donna, Aska, che cambiò per sempre il loro, di destino.

Questo è un romanzo da leggere e da studiare per capirne la profondità. I personaggi non si fanno molto  amare , ma la storia nella storia è assolutamente toccante!

Lo stile poi, della Mazzantini, sebbene in alcune parti del testo,un po’ prolisso e ripetitivo, è un qualcosa che non si può non amare. Sviscera le persone.

Uno scavo nell’animo umano difficile da spiegare se non lo si  legge!!