VALERIAN E LA CITTÀ DEI MILLE PIANETI, UN FILM DI LUC BESSON

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QUANDO UN MONDO NON BASTA

Ispirandosi al fumetto francese Valerian (Valerian et Laureline) scritto da Pierre Christin e illustrato da Jean-Claude Mézières, Besson dà vita ad un mondo fantastico ed affascinate. I protagonisti sono gli agenti intergalattici Valerian e Laureline, tra i quali c’è attrazione ma essendo il primo un noto rubacuori, Laureline non vuole cedere alle sue avance. I due si troveranno coinvolti in un’intricata situazione ai danni di una specie pacifica a cui gli umani hanno portato via molto. Al di là della trama il film colpisce in prima battuta per la cura dei dettagli e per la stupefacente riproduzione del mondo immaginato dall’autore, un mondo complesso con tantissime specie viventi diverse, bizzarre, curiose e talvolta raccapriccianti. Ho trovato molta originalità tanta ironia in questo nuovo universo e benché la specie bistrattata dagli umani assomigli molto ai Na’vi di Avatar, vi sono moltissimi altri elementi originali ed affascinanti a partire dal piccolo replicatore fino alla stupida e truculenta specie che rapisce Laureline.  La presenza di Rihanna è d’impatto così come il personaggio da lei interpretato. Curatissima la scelta dei costumi e degli scenari. Non ho provato grande simpatia per i protagonisti che appaiano sin da subito arroganti e spocchiosi ed a mio avviso hanno tratti somatici troppo adolescenziali che li rendono poco credibili ed artificiosi nel loro ruolo. Pessima l’interpretazione di Clive Owen, quasi una caricatura venuta male del colonnello Quaritch di Avatar. Un po’ delusa dal finale, confuso e tipico del colossal americano in grado di far perdere punti ad un lavoro che resta comunque di grande rilievo per gli amanti del genere.