Urlanti verità

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URLANTI VERITA’

I

Che idea insensata
sciogliere il filo dei ricordi,
cercare i contorni del tuo volto,
tracciare le linee della tua voce
e scoprire solo note sfuggenti
in uno spartito di ore segnate
dal suono malinconico
di dissonanti lacrime sciolte.

E tu, che latiti nell’indifferenza
di un lancinante silenzio,
reggi il gioco con le tue regole,
e dietro i tuoi versi accesi
semini parole crude,
che graffiano le membrane sfinite
di un cuore già trafitto e deluso.

II

Tra le nebbie dei miei scalfiti palpiti,
spargi ancora tempeste di desideri,
mentre sento i miei disarmanti pensieri
raccogliere vane domande
pur sapendo, con certezza,
che non avranno mai risposte.

Socchiudo gli occhi e mi chiedo,
nel tremolio delle incognite,
se è rimasto qualcosa di me
nelle spire dei tuoi rimpianti,
se senti addosso il vuoto
avvolgere il tuo tempo,
se anche tu mi cerchi
in quel bacio poggiato sulle orme
di quegli istanti rubati
ad un sogno divenuto realtà.

III

Perché hai zittito l’amore,
facendolo uscire di scena,
denudandolo del suo ruolo,
lasciandolo svanire in quel nulla
che ora avvolge il mio oggi?

Ed io che oggi mi ritrovo a credere
che il nostro tempo non sia mai scaduto,
che sia solo intrappolato in un enigma
di parole annodate e recitate
nell’incerto disegno di una pausa.

Ma solo tu,
sì solo tu potrai riscrivere il copione,
venendomi a cercare laddove
il passato affida al presente
la sua proferita dichiarazione
e slega le sue urlanti verità.

Anna Cappella