Uomini e donne che hanno fatto la storia: Baldwin, Lange e Maathai

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Uomini e donne che hanno fatto la storia vengono spesso citati ad esempio.

In qualsiasi campo, che sia una disciplina sportiva, una scienza o un’attività ludica, esistono dei campioni e delle campionesse.

Intorno alle storie e alle imprese di queste grandi personalità ruotano spesso molti aneddoti, tra cui alcuni celebrati anche all’interno di canzoni, film o libri.

Alcuni di questi riguardano la loro quotidianità o la loro vita privata e ci aiutano a renderci conto di come anche i più grandi siano delle persone tali e quali a noi, con le loro paure e difficoltà ; in altri casi, invece, le curiosità e gli aneddoti sono per lo più relativi al loro lavoro, a ciò che sono riusciti a realizzare nella vita e alle loro grandi capacità.

In questo articolo ne vedremo tre: tre grandi persone e tre curiosità sulla loro vita.

Roger Baldwin, il matematico appassionato di carte.

Roger Baldwin è noto per essere stato un grande matematico americano, laureatosi negli anni ’50 del secolo scorso presso la Columbia University di New York

In quanto appassionato di gioco d’azzardo, Baldwin seppe utilizzare le sue conoscenze di matematica per sviluppare alcune raffinate strategie da utilizzare durante le partite di blackjack.

Il blackjack, infatti, come riportato sulla piattaforma online come Betway Casino, è un gioco di carte fortemente basato sulle strategie, tra cui il metodo dello split, la strategia del raddoppio o quella del confronto sicuro, tutte con l’obiettivo di battere il banco avvicinandosi il più possibile al 21 senza superarlo.

Sulla base dei suoi studi, Roger Baldwin e quattro suoi amici e collaboratori riportarono i risultati delle loro ricerche all’interno di un libro di poco più di cento pagine dal titolo “Playing Blackjack to win: a new strategy for the Game of 21” e che, purtroppo, non ebbe il successo che loro si aspettavano.

La storia di Roger Baldwin, per molti, sembra essere finita qui, ma c’è qualcosa che non tutti sanno: solo pochi anni fa, nel 2008, Baldwin e i suoi amici furono inseriti all’interno della Hall of Fame del blackjack, che rende omaggio ai più grandi giocatori al mondo.

Nonostante non si possa far entrare più di un membro all’anno, per Baldwin e gli altri autori del libro fu fatta un’eccezione, tanto che furono inseriti tutti e quattro nella Hall of Fame del blackjack nel 2008.

Senza di loro, probabilmente, la storia di questo gioco d’azzardo non sarebbe stata la stessa.

La fotografa documentaria Dorothea Lange

 

 
 
 
 
 
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Dorothea Margaretta Nutzhorn, poi conosciuta come Dorothea Lange dopo la scelta di prendere il cognome della madre, è stata una fotografa documentaria statunitense , vissuta tra la fine del XIX secolo e la seconda metà del secolo scorso.

La notorietà di Lange è legata soprattutto alla sua capacità di documentare la realtà senza alcun filtro, soprattutto nel periodo storico della Grande Depressione, un periodo caratterizzato da fame e povertà estrema.

Dorothea Lange è diventata così iconica soprattutto per una foto scattata nel 1936 in California, raffigurante una giovane madre, Florence Owens Thompson, con i suoi tre figli. La foto, all’apparenza così semplice, è stata infatti considerata il simbolo della Grande Depressione, proprio perché estremamente rappresentativa di quella che era la situazione di povertà estrema nell’America di quell’epoca.

Oltre al valore artistico delle foto, Dorothea Lange contribuì anche a dare un aiuto economico a quelle famiglie in difficoltà: le sue foto, infatti, furono consegnate al direttore di un giornale di San Francisco che, oltre a pubblicarle, si impegnò perché le famiglie in difficoltà della California non morissero di fame.

Il senso di giustizia di Lange, evidente in tutta la sua opera, è probabilmente scaturito anche dalla sua esperienza personale: da bambina, infatti, Lange fu abbandonata dal padre all’età di 12 anni e fu costretta a trascorrere un’infanzia e un’adolescenza segnata dalla malattia e dalla povertà.

È anche per questo, forse, che Lange trascorse tutta la vita a battersi per le ingiustizie sociali e a documentarle grazie alla passione per la fotografia .

Wangari Maathai, attivista in Kenya

 

 
 
 
 
 
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Attivista, ambientalista e biologa keniota, Wangari Maathai è stata una delle donne africane più importanti dello scorso secolo, oltre che la prima donna africana a ricevere il Premio Nobel per la pace.

Come spiegato in un articolo di OggiScienza, nel corso della sua vita Maathai si è battuta per molte cause, tra cui anche la lotta al degrado ambientale e alla corruzione.

Nel 1977, in occasione della Giornata mondiale dell’ambiente, Wangari Maathai diede vita a quello che passò alla storia come Green Belt Movement, un’associazione contro lo sfruttamento del suolo e la deforestazione.

In quell’occasione, insieme ad altre donne, Maathai decise di piantare sette alberi in un parco poco lontano dalla capitale del Kenya, in segno di protesta.

È proprio da quel piccolo gesto che in tutta l’Africa, a partire dagli anni ’80, cominciarono a essere piantati sempre più alberi, fino a raggiungere i 30 milioni.

La vita di Wangari Maathai fu molto ricca: dal 2002 al 2007, Maathai ha ricoperto il ruolo di Ministro aggiunto all’Ambiente, alle Risorse naturali e alla Fauna e nel 2004, sette anni prima della sua morte, ha ricevuto il Nobel. Anche Maathai, come Lange, ha avuto una vita complicata, soprattutto durante l’infanzia: cresciuta in una famiglia di agricoltori, in un ambiente piuttosto tradizionalista e oppressivo, per Maathai non fu facile ricevere un’educazione in quanto donna, ma ci riuscì, per fortuna, grazie all’aiuto del fratello.

Anche i grandi uomini e le grandi donne della storia hanno una storia personale da raccontare e, molto spesso, è proprio da quella storia che prendono le mosse le grandi imprese della loro vita.

Foto in evidenza: Dorothea Lange nel 1936, da Filkr