Undici racconti da un vecchio cimitero

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Roberto Doretti
Undici racconti da un vecchio cimitero.

Undici racconti, appunto, in cui si intrecciano storie, oppure i personaggi condivono luoghi di origine, amicizie, parentela, lavoro e altro.

Raccontati in modo molto coinvolgente, guardando la loro lapide.

“ Io non amo i cimiteri e non ci vado quasi mai……ieri sono passato davanti a quel fazzoletto di terra dove riposano i miei parenti e sono entrato…”

Così ci introduce l’autore nella vita della piccola Anna, del Cavalier Antonio, di Ersilia la “zitella bruttina “, Maide che mi ha colpito molto per la sua immensa generosità, che poi non ha neanche avuto tanto tempo…

Erano tempi in cui si moriva giovani per malattie oggi curabili, tempi di guerra, di povertà.

E anche se qualche “ prepotente e sgradevole “ non poteva mancare, ad emergere è l’umanità e la comprensione che c’era tra i padroni e i loro lavoratori, gente semplice ma di buon animo.

A qualcuno è finita meglio, a qualcuno peggio, è la vita in qualsiasi epoca, non per questo non si può che soffrire per quello che succede ai due grandi amici Martino e Angelo. Oppure sorridere per la simpatica Nice…si diceva fosse l’amante di molti, ma lei ha riso fino alla fine dei suoi giorni.

C’è un pezzo di storia in questo libro che attraversa un secolo, usi e costumi, politica e geografia.

È un periodo, quello di cui si parla, dove non c’erano i mezzi di trasporto di oggi, per fare pochi chilometri si impiegava molto tempo.

Un’epoca in cui c’era povertà e mancanza di comodità, ma, nonostante tutto, il quadro umano che esce da questi racconti è armonico, con un’umanità piena di valori e rispetto per gli altri e le cose.

Undici racconti, storie belle e interessanti, scritte con dovizia di particolari e con linguaggio scorrevole.

Un piacere leggerlo.
Lettura consigliata.

Anna