Una recensione speciale per un racconto speciale: La cabina telefonica di Lara Amore

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Non si chiede mai a un pittore quali pennelli usa o a uno scrittore che macchina per scrivere usa […]. Quel che conta è l’idea non la macchina fotografica.
Cit. Man Ray

Per la prima volta ho avuto a che fare con un libro davvero particolare, o meglio un racconto! Per caso o per destino, ho conosciuto tramite loscrivodame.com la scrittrice Lara Amore che mi ha gentilmente concesso in lettura il suo scritto: La cabina telefonica.

Leggendo il titolo, una persona non si aspetta ciò che in realtà è il contenuto.

Un romanzo a cavallo tra l’onirico e il fantasy.

E curiosa del contenuto…mi sono ritrovata davanti a un racconto…davvero singolare.

Prima di introdurvi al contenuto, ci tengo a presentarvi colei, dalle quali mani è nato questo insieme di parole, quasi magiche!

Ciao! Descriviti in poche righe.
Sono una sognatrice. Mi piace leggere e viaggiare. I libri sono per me oggetti fantastici di svago e crescita, sia come lettrice che come scrittrice.

Che tipo di scrittrice sei? E da quanto tempo scrivi?
Sono una scrittrice con la testa fra le nuvole. Mi lascio trasportare dal flusso della mia fantasia, perdendo a volte poi il contatto con la realtà.
Scrivo “da sempre”, se così si può dire. Da quando posso ricordarmi, scrivevo già storie e racconti magici.

Quando, esattamente, hai deciso che era il momento di scrivere, invece che leggere?
Scrivere e soprattutto pubblicare, essere letta è sempre stato un grande sogno per me. Ed ora lo vedo pian piano concretizzarsi. Mi fa piacere, ma anche un po’ paura.

Cosa ti ha ispirato?
Questa storia nasce da un incontro che ho fatto qualche anno fa. Una di quelle persone che, in qualche modo, ti cambiano un pochino, non dico la vita, ma almeno la prospettiva.

Segui orari/abitudini?
Non molto, sono purtroppo, piuttosto “casinara”!

Ha rituali “propiziatori” che segui?
Vedi sopra!

A quale categoria di scrittori/ genere letterario vorresti appartenere?
Adoro i romanzi rosa con un pizzico di magia e tanto senso dello humor.

Tra vendere e far leggere il tuo libro, cosa sceglieresti?
Decisamente essere letta, anche se poi le vendite aiutano a procedere…

Di cosa parla il libro?
Questo libro è un po’ difficile da catalogare o etichettare. È una storia fantastica, più che altro onirica. È un sogno, oppure la realtà? Questa decisione la lascio ai miei lettori.

Scriverai altri racconti?
Assolutamente sì!

Con un grosso in bocca al lupo…andiamo a sbirciare cosa l’autrice ci propone!

Mi sono addormentata, mi sono risvegliata, mi sono adagiata su me stessa alla luce del risveglio tra un gioco di ombre e sospiri, stiracchiamenti ed occhi strofinati.
Che giorno è? Sabato o domenica? O forse un normale e banalissimo feriale?

Scene nitide, che riesci a raffigurarti nella mente perfettamente. Scene che tra l’altro ci si presentano a tutti noi ogni volta che la sveglia suona. O beh…quasi.

È un fermo immagine sbiadito, come quelle polaroid degli anni…degli anni settanta…

Continui salti di spazio, luogo, tempo ti sorprenderanno. Scene ben descritte ti rammenteranno, non solo ciò che sta passando la protagonista, ma scene che già hai visto con i tuoi occhi.

Una rupe scoscesa, dei bikini a strisce rosse e bianche a triangolo…le sigarette, occhialini da sole STOP! Chiudo di nuovo gli occhi.

Descrizioni ben chiare di un personaggio inserito in un contesto che in realtà non gli appartiene…avete presente quella sensazione…”Si ma io vorrei tanto abitare là, trovarmi là, dormire là…”

Tra il viola e l’argento spicca sul resto così proprio così verde splendente. Ed io opaca.

Un salto nel passato…per cercare un collegamento. Non è l’esatta descrizione di quello che vede un bambino quando osserva il mondo? Prima che la realtà lo inglobi e gli renda conto che ciò che lo ha sempre circondato in realtà non è rose e fiori? Chi è di noi che non fa di tutto per non diventare opaco tra gli umani? Chi è che non ha mai avuto il terrore di essere dimenticato?

Rimanevo piuttosto semi passiva con momenti di forti paralisi mentali che avvolgevano tutto di sé bloccando ogni possibile sbocco nella crescita, nell’evoluzione cosciente.
E così da questa visione, crescendo…
Mentre mi sforzo a mangiare quel che è da tutti detto sano, ma che a me non piace, i conati di vomito mi distolgono dal mio intento, devo scappare al lavandino. Bisogna, a volte, vomitare l’odio e l’amarezza per ritornare puri e scevri di rancori.

La paura che un po’ tutti abbiamo della società…ciò che più o meno affrontiamo tutti i giorni…sentire urlare “Senti, basta, A ME NON VA BENE!” e finire per ribellarsi…per sputare fuori tutto quello che in realtà nascondiamo.

Cosa succederebbe se rimanessi per sempre qui? Solo un continuo dialogo interno, o potrei forse pian piano instaurare una comunicazione con i fiori ed il prato? Avrebbero voglia di parlare con me? Avrei io qualcosa di interessante e carino da raccontare loro?

E boom un altro salto! Un altro scenario, un altro episodio.

Ci sono ancora tanti muri da scavalcare, tante porte da aprire e spesso poche le chiavi a disposizione, spesso le scarpe sono scomode e strette e ci sanguinano i piedi. un’idea che al contempo mi entusiasma e crea ansia, paura della fugacità.

Una distrazione…come per distrarsi da cattivi pensieri, come la fuoriuscita da un vortice d’acqua.

Forse il battito d’ali di un uccello?

Paradossalmente, i vetri sporchi della cabina colorano di pastello l’ambiente che vi osservo attraverso… Come spinta da una forza oscura che mi comanda, alzo la cornetta e digito un numero…
Cerco e ricerco nei ricordi nella mia agenda mentale delle persone conosciute anche tempo fa, ma nulla…

Serve un’ancora, un’ancora ecco cosa serve! Qualcuno mi riporti alla realtà, qualcuno mi dia la soluzione…un po’ come il Monopoli…passa direttamente dal via!

Automaticamente lascio ricadere la cornetta nel suo posto originale, dove sta zitta, dove non si sente e nessuno la sente…il suo vociare meccanico e monotono mi aveva quasi ipnotizzato. Indifferente ai miei pensieri, al mio caos impalpabile, il cielo si inscurisce…

La scena sta per cambiare ancora…la solidità, la sicurezza, dove sono? E’ il tuo animo che viene raffigurato dal cielo scuro? I tuoi sentimenti? La tua paura?

Ma non posso essere io…

Toc toc…

Come una piccola goccia di caffè, un piccolo risveglio…

Non oso chiedere il suo nome, ma lui conosce il mio e mi chiama…e che suono dolce sentirlo pronunciato da lui! Ma dovrei anche svegliarmi prima o poi. Forse è venuto lui proprio con questo intento, tra poco mi getterà un bicchiere d’acqua in faccia ed io finalmente saprò dove sono e che giorno è.

Per mano camminare, senza sapere dove, senza sapere chi si ha di fianco? Fiducia?

Ogni tanto guardo in alto e controllo le nuvole, vorrei capire se sono sempre le stesse, oppure forse cambiano?

E quasi inciampavo…

Non capita a tutti? Non capita anche a voi? Lasciarsi andare per una volta e mantenere un equilibrio precario?

Ero quasi caduta inciampando su un nanetto un po’ malconcio

Un po’ come se il destino voglia prendersi gioco di te…”Guarda tanto grande e grossa…pure l’appoggio hai…ma ti è basta una sola piccola cosa…e sei crollata, cosa fai..ti rialzi?”

IO MI RIALZERO’

Il segreto è la costanza e la pazienza nel crederci, costruendo ogni giorno le basi per crearli passo dopo passo con arte ed impegno e tanta passione. Questa stessa passione che ora sento nella mia mano sinistra stretta nella destra di un principe caduto come
dal cielo al mio fianco e nella mia destra che stringe un dono che solo un cuore pronto all’accettazione avrebbe potuto vedere e ricevere.

Ed ecco un altro rimembrare, un’altra scena…un’apparizione che dal grigio tetro di ciò che ci circonda marchia di rosso una scia…il destino che si costruisce?

Lei aveva i capelli lisci, ma corti e rosso fiamma. E correva.

Davvero prendiamo le nostre giornate con così tanta leggerezza, da finire racchiusi in una bolla impermeabile? Attraverso quali realtà ti porterà questo libro? Penso che sia stata un’esperienza molto alla Portal…inizi la lettura e di pagina in pagina cambi e ricambi ambientazione e sensazioni…un po’ come quel videogioco salti di portale in portale…

Credo che questo libro cambi da persona a persona che avrà intenzione di leggerlo…ognuno di noi sentirà di immedesimarsi in ciò che la protagonista descrive attraverso il suo dialogo…ma ognuno di noi la vedrà in modo diverso…non è forse una grande e grossa superficie riflettente?

E voi? Avete il coraggio di scoprire dove vi porterà il filo rosso?

Ecco qua il link dove trovare il libro: La cabina telefonica

A-fruttidiboscoblog

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