Una nuova stagione

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Una nuova stagione
Di Maria Rosa Oneto

Un settembre, ancora assolato, risplende per le strade. L’aria, butta fuori un minimo di refrigerio e le sfumature del mare, adagio adagio, s’incupiscono, diventando autunnali.
Le colline pur sempre verdeggianti, portano quasi di nascosto, il venir meno di una lussureggiante vegetazione. Foglie, pittate di giallo, di bronzo, arancio e oro si apprestano alla fuga dai rami, al minimo stornello dei venti.

È una stagione: filosofica e meditativa, che infonde malinconia e brividi di vita. Le giornate, già si accorciano e le ore dello “spasso” diminuiscono e arriva il tramonto.
Restare in propria compagnia, nella solitudine che non richiede sollievo, è un “esercizio di stile”. Un dialogo aperto con la parte più nobile dell’anima, che quando vuole si fa sentire. Profumi: rarefatti e quasi dissolti,
arrivano sulla pelle, come a significare che l’estate è finita. Un cielo, parzialmente ovattato, riporta in auge: canzoni di un tempo andato, strani amori mai vissuti, una pace equilibrata e malinconica che aggiusta il cuore.

Colori ambrati, bruniti, zafferano, così simili alla terra, lasciano intravedere: filari d’uva, funghi prataioli, ricci di castagne appena spaccati.
È una natura in trasformazione. Una “pagina” di vita ancora da gustare. Verranno il freddo e la pioggia a nutrire il nostro mondo emozionale.

Accanto al fuoco, leggeremo romanzi; ascoltando musica classica. L’ora del thè sarà un rituale da non dimenticare, insieme ai biscotti all’anice; accarezzando il cane che scodinzola felice. È un ritratto d’autore, ancora da firmare. Una lacrima scende sul pullover di lana e ne ridisegna la trama tra fulmini assatanati!