Una michetta

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La merenda, un tempo, era soltanto una fetta di pane, ricamata da un buon olio nostrano e da un pizzico di sale. L’odore di sano e pulito, si spandeva per la cucina, regalando emozioni sempre nuove. Quando alla michetta, veniva aggiunto un mezzo pomidoro, si era contenti come monelli scappati alle giostre. La povertà di allora, rendeva l’animo sereno. Il cuore pronto a perdonare. Nessuna invidia, nessun rancore potevano turbare la beatitudine dell’esistere. Il poco bastava e spesso veniva condiviso. Nuvole nel cielo, rendevano ogni giorno una fiaba da inventare.

L’allegoria del mare, benché spesso celata, stimolava la mente, la fantasia. Quando arrivava il temporale con fulmini scoppiettanti e un gran rovescio d’acqua o grandine, il paesaggio assumeva la struttura di un liquido palcoscenico. Gli attori di questa improvvisata “recita” diventavano le oche che transitavano in strada. I pochi negozi dove la pioggia s’insinuava come un fiume in piena, contavano all’interno: tronchi d’albero, pentole, secchi e oggetti d’ogni genere. Visioni statuarie che ai miei occhi prendevano forme plastiche, scheletri senza etnia, manichini per una “tragedia” di ribellione e follia pura. In queste “celebrazioni atmosferiche” stava racchiusa l’essenza vera della mia personalità adolescenziale.

Il palpito della Creazione, diviso a più riprese, sembrava un film in bianco e nero o uno “spezzone di muto”; mandati in onda per colpire i sensi e l’immaginazione. Provavo un enorme piacere, una sorta di godimento interiore ad assistere a quegli spettacoli della natura. Il vento, che scompigliava le tegole sui tetti, era un perfido gattaccio con le unghie sempre affilate. Al buio, poi, lo spettrale clamore delle folgori, accompagnate da rintocchi di campane (che venivano suonate in caso di pericolo!), rendevano l’intera scena un “giallo dell’orrore”: Il coraggio, la sventatezza, tuttavia, superavano la paura, l’inquietudine per una disgrazia compiuta. Felicità gratuita, tenuta sul palmo della mano: dono prezioso per un avvenire ammaliante, in quanto sconosciuto.