UNA MADRE PERFETTA

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“Una madre perfetta” di Kimberly Belle è un romanzo che tiene il lettore “incollato” fino all’ultima pagina.

Kat è una madre sola, divorziata dal marito Andrew con il quale ha un rapporto difficile, che fatica a sbarcare il lunario e che ha un’unica ragione di vita: Ethan, un bimbo di otto anni con un’intelligenza fuori dal comune che – anche per questo – viene preso di mira dai compagni di classe e bullizzato.

Un giorno, durante una gita scolastica viene rapito. Da quel momento la madre Kat è disperata, ma tira fuori tutte le sue energie per trovarlo. Le ore passano interminabili, senza esiti e con la scoperta che il bambino da rapire non era lui, ma il coetaneo, figlio del sindaco di Atlanta, Sammy.

Una trama intrigata, colma di suspence, che fa emergere il senso di impotenza che si prova quando non si può fare nulla per velocizzare il ritrovamento, ma solo aspettare e sperare.

Già… la speranza è ciò che da la forza a Kat di sopravvivere a quei terribili momenti dove impari in qualche modo a essere pronta a tutto, dove daresti qualsiasi cosa per evitare il dramma.

Come fa una madre a immaginare – da un momento all’altro – di non avere più il proprio figlio da abbracciare, da coccolare, da annusare? Spesso, poi, questi rapimenti vengono messi in atto per vendicarsi di qualche errore commesso da persone adulte, per cui il bambino è una vittima innocente che deve pagare per degli sbagli non suoi.

L’autrice ha descritto davvero bene gli stati d’animo vissuti dalla madre, la disperazione, il senso di impotenza, l’impossibilità di poter fare qualcosa se non aspettare e, appunto, sperare.

In quei terribili momenti ci si può rendere conto come certi nostri comportamenti, certe nostre arrabbiature o perdite di pazienza non contino nulla, siano assolutamente superflue. Purtroppo, però, ce ne rendiamo conto troppo tardi.

Un romanzo scorrevole, piacevole da leggere e che vi lascerà con il fiato sospeso fino all’ultima parola.

Consigliato!!