Una bambola bambina

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Una bambola bambina
di Maria Rosa Oneto

Ancora accarezzo quella bambola rimasta bambina, i suoi capelli biondi, trattenuti da una cuffietta bianca di pizzo sintetico e quegli occhi d’azzurro cielo che le lacrime non hanno mai bagnato.
Quanto tempo abbiamo passato insieme. Insieme e distanti. Lei creatura non viva. Io semplicemente venuta al mondo. Tuttavia, soltanto a guardarla, seduta composta sulla poltroncina della mia stanza, ho sempre creduto.da un giorno all’altro di sentirla parlare. Di poterle rispondere per il gusto di volerla consolare. Ma lei, non aveva bisogno di essere consolata, abbracciata, compresa. Statica come un vegetale finito, che nessun raggio di sole o goccia piovana avrebbero restituito al “limbo dei vivi”.
Bella come un neonato stupito del Creato.
Algida e fiera in quella sua carnalità di plastica che nessuna ruga avrebbe mai scalfito.
Identica dal giorno in cui me l’hanno regalata; all’oggi che odora d’alcol, di fumo e medicine.
Nessun sorriso le ha deturpato le labbra, morbide e ben disegnate come quelle di una diva del cinema.
Lo sguardo fisso, immobile, vitreo che non tradisce: emozioni, sentimenti di un lontano passato, tremori di un’anima gioviale e palpitante.
Ho sempre immaginato, anche in questa mia non più tenera età, di vederle saltar fuori un guizzo di felicità, una parola intelligente, un pizzico di sentimento che le allargasse il cuore. Niente! Dimenticavo, lei un cuore non ce l’ha. Nessuno ha pensato di costruirne uno, mentre la confezionavano. Peccato!
Ma, non sarebbe bastato ugualmente a renderla umana. Sarebbero mancati il pensiero, l’anima cosciente, la razionalità, l’amore, i dogmi della Fede. E tutte quelle sovrastrutture che ci hanno resi Umani ( si fa per dire), senzienti, in grado di decidere e volere.
Quella bambola-bambina che senza volerlo è parte della mia esistenza, resta a tutt’oggi apatica, distante, indifferente alle brutture del Mondo. Dall’aspetto incontaminato, incorrotto, come qualunque semplice oggetto; che resta lì in disparte, benché presente e non si sa perché.