Un vecchio gatto

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“Un vecchio gatto”

di Maria Rosa Oneto 

 

Con i piedi stanchi,

la schiena ingobbita,

lo sguardo offuscato

d’orgoglio e speranza

ci lasceremo trasportare dal vento

come nuvole orfane d’allegria,

timide colombe di una Pasqua mai risorta,

granelli di sale gettati al largo del temporale.

Con gli occhi tremolanti da notti insonni,

i capelli scarmigliati da troppo amore,

il ventre intriso di platonica malinconia,

le ossa scricciolanti una Nenia da Presepe

ci lasceremo andare all’abbaglio dell’Eterno,

pregando piano per non svegliare i vicini.

Trattenendo persino il respiro nella commozione

che rende spettrale la stanza, ovattati i muri.

Piangeremo lacrime di pace infinita,

dall’armonia gentile, equlibrata,.

che terremo sulle ginocchia sino alla fine

come fosse un vecchio gatto

che non rincorre più i topi

e ha smesso di fare le fusa.