Un tè a Chaverton House

0
193

Angelica è la protagonista del romanzo di Alessia Gazzola dal titolo “Un te’ a Chaverton House”, scritto durante il lockdown.

E’ una giovane ragazza con tanti sogni, ma che deve fare i conti con la realtà: il suo ragazzo l’ha lasciata per un’altra. Il suo lavoro da insegnante l’ha portata a rompersi il coccige e, per guadagnarsi da vivere è ora costretta a svegliarsi alle tre del mattino per recarsi al panificio.

Una vita non voluta ma che, tutto sommato, non le spiace. Peccato, in questo modo, Angelica sia diventata la pecora nera della famiglia.

Ma a mettere un po’ di pepe nella sua esistenza, ci pensa la zia Edvige che, rivangando nel passato, la porta a conoscenza del fatto che il padre (bisnonno di Angelica) era andato in Inghilterra e non era mai più tornato.

Dopo la chiusura del panificio, Angelica decide di prendersi un periodo per sé e di recarsi proprio a Chaverton House dove – pare – il suo bisnonno avesse lavorato.

Quello che doveva essere un viaggio di pochi giorni, si prolunga per quasi tutta l’estate e apporta qualche novità alla sua vita. Lascio a voi lettori il merito di scoprirlo.

Dal mio punto di vista, invece, posso dirvi di aver ammirato non poco Angelica che riesce a vivere lasciandosi alle spalle le dicerie della sua famiglia. Pensando non tanto al futuro, ma al “qui e ora”, godendosi il presente.

Dopotutto sappiamo quanto la vita sia imprevedibile e talvolta occorre prendere al volo ciò che capita, “cogliere l’attimo”.

Angelica lo fa senza domandarsi se sia giusto o sbagliato. La maggior parte di noi tende, invece, a programmare ogni minimo dettaglio per sentirsi più sicura, ancorati al presente ma certi di poter contare su un futuro stabile.

Questa occasione, inoltre, si rivela per Angelica un modo per indagare sulla sua famiglia e scoprire che non sempre è un bene sapere tutta la verità.

Ma anche in questo caso bisogna dire che la conoscenza dovrebbe aiutarci a non commettere gli stessi errori (sempre ammesso che ne siano stati fatti) oppure a prendere il passato come esempio.

Insomma, nonostante la “leggerezza” di questo romanzo – ottimo per questo periodo estivo – l’autrice mette in luce diversi aspetti sui quali riflettere: è possibile concedersi un periodo di “sospensione” della routine quotidiana? E’ sempre un bene andare a scavare nel passato?

Alessia Gazzola ci dice che scoprire “altro” oltre a noi stessi e le nostre abitudini non può che farci crescere e – perché no – riservarci belle sorprese!

Buona lettura!

Elvira