Un pò di follia in primavera

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E’ sempre Alice Allevi la protagonista principale del romanzo “Un po’ di follia in primavera” dell’autrice Alessia Gazzola, da sempre capace di incollare i lettori alla pagina con le sue trame gialle.

E, in effetti, il caso cui si troverà a lavorare questa volta Alice Allevi, sarà tutt’altro che semplice e riguarderà la morte di Ruggero Armento, uno psichiatra molto in vista, che era stato anche insegnante di Alice all’università. Molte le persone coinvolte e parecchi i nodi da sciogliere. La suspence di certo non manca!

Per quanto riguarda, invece, la vita sentimentale, dopo aver trovato una certa stabilità con Arthur, Alice percepisce qualche sottile cambiamento, e capisce che loro due non sono destinati a stare insieme. Dopo aver parlato di matrimonio è dura lasciarsi tutto alle spalle, ma sa che è l’unico modo per ripartire, in qualche modo.

Come era già emerso dal precedente romanzo della Gazzola, la ricerca della stabilità, di una persona presente al proprio fianco, è un po’ il sogno di tutti noi ed è ciò che ci spinge a non accontentarci, ma a ricercare sempre il meglio.

D’altronde si vive una volta sola!

Alice, in realtà, sa che un uomo ad attenderla ci sarebbe ma, essendo troppo sfuggente, non fa per lei o, almeno, è quello che racconta a se stessa.

Dal romanzo emerge un aspetto un po’ inquietante legato al caso Armento. Lo psichiatra che dovrebbe aiutare le persone a sconfiggere i propri demoni, le proprie paure e insicurezze, in realtà, può arrivare, con la capacità persuasiva, a manipolare la gente fragile.

Un altro aspetto che voglio farvi notare è l’insicurezza stessa della vita. In questo “episodio” la nonna di Alice si sente male e finisce in ospedale. Nel periodo di tempo che intercorre tra le visite, la degenza e la ripresa, Alice alterna stati d’animo contrastanti: ansia, paura, stordimento.

La possibilità ovvia di perdere una persona cara che è un punto di riferimento importante, lascia sicuramente dell’amaro in bocca. E ci fa capire quanto siamo precari, quanta poca attenzione riponiamo in chi ci vuole bene, per finire poi di accorgercene quando sarà troppo tardi.

Come sempre le descrizioni sono impeccabili e il modo di scrivere dell’autrice eccellente.

Il caso Armento viene risolto, come sempre, dopo aver scandagliato ogni probabilità, ogni supposizione, ogni dubbio.

Buona lettura!!

Elvira