Un fiore appassito

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UN FIORE APPASSITO

Si, era proprio ieri,
che mi dicevi: “Ti amo!”
Ma si sa,
l’amore dimora nel battito del suo tempo,
nell’attimo in cui lo senti ,
lo condividi, lo vivi.

Ecco, perchè l’amore è come il vento,
ad un certo punto perde la sua potenza
e nell’aria si dissolve
con il suo lieve soffio
fino a quando non si ferma.

Cosi, la fine di un amore,
lascia sempre un dolce amaro ricordo
che racchiude un segmento
del vissuto condiviso.

Ed io, ora, mi chiedo:
“Ma dove va a finire quell’amore
sognato, urlato,
voluto, combattuto?
Quale viaggio ha intrapreso?
Dov’è arrivato?
In quale spazio ha trovato il suo posto?
Cosa ha lasciato?”

Lascio a chi ha amato le risposte
e ai posteri la soluzione dell’enigma.

Ma nella certezza dell’oggi,
distinguo in questa realtà
solo tristezza e delusione,
una lacrima e un dolore,
come tra un rimpianto ed un rimorso
scorgo quel fiore appassito
nelle pagine di un libro
scritto a due mani,
con l’inchiostro indelebile
di due cuori che si sono amati,
desiderati, cercati.

Quel fiore che ogni giorno,
perde, sempre di più, la sua consistenza,
il suo profumo, la sua essenza,
consumandosi inesorabilmente
tra i versi di una poesia che non ha tempo
e che resterà per sempre sulle cime dell’eterno sentire.

Anna Cappella