Un brano da “L’Eletta”

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Sara prese una scala a pioli e l’aprì, appoggiandola proprio sotto il lucernario, vi salì e spalancò la finestra, facendo cadere la neve che c’era sopra. Poi mise la testa fuori, sotto la neve che continuava a cadere.

“Vieni a vedere!”

Luan salì sulla scala, fino a poggiare i piedi un piolo più in basso di dove li appoggiava Sara. Mise anche lui la testa fuori dal finestrino. Il suo corpo premeva contro quello della ragazza e lui ne approfittò per stringerla. Sara assaporò il contatto con il corpo di Luan, forte, sensuale, terribilmente eccitante. Lo sentiva appoggiarsi a lei, sentiva certi punti premere contro la sua schiena e anche più giù. Questa sensazione le fece girare la testa: se non fosse stata saldamente ancorata fra la scala e Luan probabilmente sarebbe caduta.

“Da qui si vedono i campi, la ferrovia e i tetti di Cremona.” Disse, quando finalmente riuscì a trovare il fiato per parlare.

“E’ bellissimo.”

“Quando nevica vengo spesso quassù a godermi lo spettacolo!”

Luan lasciò spaziare lo sguardo sul paesaggio innevato, mentre le sue braccia cingevano dolcemente la vita di Sara. Lei si sentiva al settimo cielo. Quanto avrebbe voluto che Luan la baciasse. Immaginò le sue labbra sfiorarle il collo e sentì un brivido correrle per tutto il corpo. Rimasero per un po’ a guardare quel meraviglioso paesaggio sotto la neve, fino a quando il freddo pungente non riuscì a penetrare e a vincere persino il calore del loro abbraccio. Luan sussurrò:

“Sarà meglio rientrare, adesso.”

Sara annuì, anche se le dispiaceva immensamente che lui la lasciasse. Seppur con riluttanza, Luan scese dalla scala e si fermò ad aspettare Sara, che scendeva lentamente, illuminata dalla luce chiara tipica delle giornate nevose, che ora filtrava dal lucernario. Era stupenda. Quando si voltò verso di lui, sorridendo, la luce illuminò il suo volto e Luan sentì un impulso irrefrenabile: era troppo bella, troppo fragile, troppo… impossibile resisterle. Le si avvicinò lentamente, posò le labbra su quelle di lei e la baciò. Sara credette di stare per svenire. Mise le braccia al collo di Luan e lui l’attirò a sé, stringendola con estrema dolcezza. Fu un bacio lungo, profondo, emozionante, che lasciò Sara completamente senza fiato. Quando la lasciò andare si guardarono a lungo negli occhi, senza sapere cosa dire. Fu a quel punto che Sara si rese conto di quello che era accaduto attorno a loro: la stanza era piena di bolle di sapone, che brillavano e svolazzavano da tutte le parti.