Un altra alba

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UN’ ALTRA ALBA

 

Un’altra alba ha svegliato il mio sonno,

poggiato su rovi di spine,

che sanguinano pianto,

un pianto che sale dal fondo

per scendere in rivoli di lacrime mute

dagli occhi che non trovan più tregua.

 

Silenti note di un canto affranto,

un grido d’amore disperato

che silenziosamente si consuma.

Assordante è il tormento

che acceca la mia quiete.

 

Dall’empio destino cerco risposte.

tra lacrime che non han più forze

per frenare questo spasmo sconfinato,

mentre tu continui a tenermi lontana,

a lasciarmi fuori dal tuo calvario,

e l’angoscia vive smisuratamente dentro me.

 

Vorrei correre con te

in un campo di rose senza spine,

tra il vento che carezza le nostre pene,

ma stamane il sole non riscalda i nostri animi,

come all’orizzonte non s’apre il cielo

ad avvolgere i nostri attimi

e nell’azzurro irrompe

il declino di un sogno sfiorato,

che ora si nasconde dietro nuvole bastarde,

un incubo che ha rovesciato i sogni

su itinerari non immaginati.

 

Intanto, che la vita continua a scorrere

e noi restiamo fermi, quì,

al crocevia di questo sacrilego tempo,

riverso la rabbia struggente

nell’abisso della disperazione.

Il pensiero non fa che correre da te,

attendere quel piccolo cenno

che insegue vacue speranze.

 

E tu non puoi tenermi

nell’ombra del tuo silenzio,

perché l’amore non tace,

urla la sua pena,

il suo tormento,

quello che sente,

quello che tiene dentro,

esplode nel dolore

e nelle avversità,

nella salute e nella malattia,

perché ha sposato un unico e solo principio,

l’essere noi nel bene e nel male.

 

Anna C.