Tuglie, 25 aprile 2020

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A Tuglie ieri si è dibattuto ed ancora oggi si dibatte su ” Bella Ciao ” e l’opportunità di cantarla oppure no. Naturalmente in un momento di calma piatta, la succulenta azione di botta e risposta sul più popolare social network fra l’associazione Bene Comune ed il sindaco del paese Massimo Stamerra hanno avuto un rimbalzo mediatico nazionale.

Ora voglio raccontarvi un aneddoto che molte volte mio padre mi raccontava della sua vita. Siamo a Tuglie nell’immediato dopoguerra si stanno formando i movimenti ed i partiti che andranno al voto il 18-19 aprile del 1948 per rinnovare i due rami del parlamento italiano. A vincere fu la Democrazia Cristiana, con la maggioranza relativa dei voti ed assoluta dei seggi in parlamento. Sconfitti furono il fronte democratico popolare comunisti e socialisti insieme che presero il 30% dei voti ma scontarono lo strappo dell’anno prima dei socialdemocratici guidati da Saragat.

La destra prese pochi voti tra liberali, monarchici ed il nuovo MSI. Si voto’ con il sistema proporzionale con collegi uninominali. Pochi mesi dopo il 14 luglio 1948, avvenne un grave attentato a Palmiro Togliatti, segretario del partito comunista di allora e si rischio’ visto il giorno, una nuova presa della Bastiglia. Proteste e scioperi ed un grande rischio per la neonata repubblica italiana. Negli scontri tra manifestanti e forze dell’ordine ci furono in tutta Italia 30 morti e 800 feriti ma la vittoria di Gino Bartali al Tour de France placo’ gli animi, così si racconta… ma questa è un altra storia.

Ma torniamo a Tuglie in quei giorni la gente era impazzita, mio padre tornato indenne dalla guerra essendo stato un marinaio del cacciatorpediniere Niccolò Fabrizi rischiò di morire in una piccola stanza di un vicolo vicino al palazzo di famiglia perchè alcuni facinorosi volevano scovare lui ed altri che erano la controparte per sanare quell’attentato a Togliatti.

Mio padre non era un fascista ma oggi lo avremmo chiamato ” Qualunquista ” cioè aveva aderito al movimento politico di Guglielmo Giannini ” L’uomo Qualunque ” la cui ideologia si rifaceva all’antipolitica, al qualunquismo, al populismo di destra, individualismo, liberalismo, garantismo, miniarchismo, anticomunismo, antifascismo, oggi avremmo detto un traversalismo tendente al centro destra. Ebbene alcuni di questi facinorosi con la bandiera rossa, dopo aver individuato il luogo dove si nascondeva mio padre, buttarono attraverso una piccola finestra, l’unica che dava aria e luce alla stanza, un bomba a mano che per fortuna come residuato bellico non esplose altrimenti io non sarei mai nato. Questa piccola storia di paese per raccontare che l’odio uccide e dall’odio non nasce niente.

Non esiste allora che una parte dell’Italia si senta liberata ed un altra defraudata da questa data che dovrebbe invece riunire tutti sotto la stessa bandiera, quel tricolore che solo in caso di una vittoria calcistica mondiale tiriamo fuori con orgoglio e senso di appartenenza. Oggi dopo quello che ci sta succedendo ritroviamo i principi ispiratori dello stare insieme del condividere gli stessi valori di Patria.

Raimondo Rodia