Tre donne, tre storie da ricordare….

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Oggi si festeggia Santa Caterina D’Alessandria d’Egitto ed è anche il giorno prescelto in cui si ricorda la Violenza sulle Donne. La violenza contro le donne rappresenta un importante problema per la nostra società, oltre che una violazione dei diritti umani. La violenza ha effetti negativi a breve, sulla salute fisica, mentale, sessuale e riproduttiva della vittima. Le conseguenze possono determinare per le donne isolamento, incapacità di lavorare, limitata capacità di prendersi cura di sé stesse e dei propri figli.

I bambini che assistono alla violenza all’interno dei nuclei familiari possono soffrire di disturbi emotivi e del comportamento. Gli effetti della violenza di genere si ripercuotono sul benessere dell’intera comunità. Fu l’assemblea dell’O.N.U. nel 1999 a scegliere questa data, in ricordo del sacrificio delle sorelle Patria, Minerva e Maria Teresa Mirabal, uccise dagli agenti del dittatore Rafael Leonidas Trujillo in Repubblica Dominicana. Dopo essere state fermate per strada mentre si recavano in carcere a far visita ai mariti, furono picchiate con dei bastoni e gettate in un burrone dai loro carnefici, che cercarono di far passare quella brutale violenza per un incidente. Oggi ispirandomi a quel tragico destino che accomunò le tre sorelle vi voglio svelare tre misteri legati alla santa del giorno.

Nella prima foto una statua presente nella basilica di Santa Caterina a Galatina, proprio la santa egiziana che si festeggia oggi, con lo strano destino che questa santa subì negli anni 60 ‘ dello scorso secolo quando durante il Concilio Vaticano II venne depennata dal martirologio cristiano e torno in calendario solo con Papa Benedetto XVI agli inizi del XXI secolo. Questo perchè ancora oggi ci sono forti dubbi sulla vita di questa santa. La statua da alcuni giorni ha sostituito quella della cugina Santa Elisabetta D’Ungheria, ma perché la corona da regina anche qui?

Forse perché si tratta di Guglielma di Boemia, reincarnazione dello Spirito Santo al femminile e figlia del Re Ottocaro di Boemia? Guglielma visse e morì a Milano, predicò non solo l’uguaglianza di genere tra uomo e donna, ma anche in religione chiedeva un pontefice al femminile ed anche la salvezza delle anime attraverso il Cristo, sia che l’individuo nasca cristiano, mussulmano o ebreo. Una femminista che a precorso i tempi già in quel lontano XIII secolo.

Secondo mistero da svelare con protagonista sempre la santa del giorno Santa Caterina D’Alessandria d’Egitto. Siamo sempre all’interno della basilica Orsiniana nella navata di sinistra, dal 1507 fu innalzato da parte dei francescani questo altare in pietra leccese opera dello scultore galatinese Niccolò Ferrando. Ed ecco il mistero svelato, sotto i piedi della santa una figura vestita da un armatura con la corona in testa, chi sarà mai questa figura? Noi pensiamo che sia Alfonso d’Aragona liberatore di Otranto dai Turchi, è qui in penitenza eterna per aver scacciato i frati minori francescani da questa chiesa e dal convento accanto, sostituendoli con i Benedettini Olivetani tra il 1494 ed il 1507.

Terzo ed ultimo mistero da svelare. Siamo nella seconda campata della navata centrale della basilica di Santa Caterina a Galatina ecco la santa egiziana affrescata, anche qui vogliamo ricordare che la figura della santa si confonde con un altra figura femminile quella di Ipazia, matematica, astronoma, filosofa e martirizzata dai cristiani che eseguivano gli ordini del vescovo Cirillo. Inoltre un altra corona discende dal cielo portata da due angeli a ricordare che anche Maria D”Enghien che di questo ciclo di affreschi era la committente è stata regina. Nel giorno dedicato alla violenza contro le donne tre figure di donne forti, leali, sante, regine, prime vere femministe della storia, Ipazia, Guglielma e Maria d’Enghien.

Tre Donne forti e come ci insegna la vita, noi tutti, l’umanità intera deve tutte alle donne, le donne sono le nostre mamme che ci partoriscono e ci proteggono per tutta la vita e sono sempre esempio e guida.

Raimondo Rodia