Tradizioni Friulane: Il pignarûl

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Vi starete chiedendo cosa voglia mai dire questa parola. Beh, ora ve lo spiego io.

Il Pignarûl è il tradizionale falò del giorno dell’epifania: allestito in tutti paesi, possiamo trovarne anche di enormi nei Comuni più importanti. A seconda delle località assume anche dei nomi diversi: Panevin, Foghere, Fogoron..

Di origine pagana, più precisamente Celtica, inizialmente era volto ad adorare gli Dei. Con il passare dei secoli si è poi evoluto in ciò a cui assistiamo tutt’oggi.

Il procedimento è pressoché lo stesso per tutti i luoghi d’italia. Vengono raccolti nelle settimane precedenti all’evento grandi cataste di legname, fogliame e materiale vegetale secco di scarto per procedere poi alla costruzione di un’enorme pira. Al suo apice viene posta una befana, che verrà “arrostita” per bene una volta acceso il falò.

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Tarcento – Udine. Uno dei luoghi più belli e famosimper assistere alla celebrazione del 6 gennaio in Friuli.

Il pignarûl è inoltre un grande momento conviviale: vin brulé e cibi tradizionali sono distribuiti in gran quantità tra tutti coloro che decidono di passare una serata in compagnia ed amicizia.

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Inoltre, di vitale importanza sarà la direzione che prenderà il fumo che si alzerà dalla pira: Un antico proverbio friulano narra: se il fum al va a soreli a mont, cjape il sac e va pal mont; se il fum invezit al va de bande di soreli jevât, cjape il sac e va al marcjât.

Tradotto: se il fumo va a occidente, prendi il sacco e va per il mondo; se il fumo invece va a oriente, prendi il sacco e va al mercato (ovviamente non suona bene come pronunciarlo in friulano). La direzione del fumo, quindi, è indicazione di un buono o cattivo anno.

Voi ci credete a queste superstizioni? Fatecelo sapere commentando qui sotto e facendoci sapere come si svolge nella vostra zona.

Arianna