Torna con la Primavera la festa patronale di Tuglie

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Con oggi vigilia della festa, domani il giorno consacrato alla festa e lunedi con la tradizionale ” Nunziateddha “, torna la festa patronale di Tuglie, che quest’anno appunto si svolge nei giorni 16,17, 18 aprile 2016, a ricordare l’annuncio di Gabriele a Maria. La festa patronale dell’Annunziata a Tuglie, ha un suo fascino particolare, perché è la prima festa patronale di primavera ed una delle più importanti feste salentine, per la sua storia ormai centenaria. L’origine si ritiene databile intorno al 1750, quando furono completati i lavori di costruzione dell’attuale chiesa e la stessa fu dotata di arredi e statue, compresa quella della patrona. Quando arriva la festa, i tugliesi si fermano, giungono gli emigranti e gli studenti ritornano dalle loro città di studio. Tutto il paese converge verso il centro storico, unico palcoscenico illuminato da parature imponenti. A rallegrar ancor di più lo scenario sono le colorate bancarelle con i loro simpatici venditori ed i profumi inebrianti della “cupeta”, della “scapece”, delle “nuceddhre” e degli “zozzi”. La festa dell’Annunziata è anche la prima occasione ufficiale per gustare la “banana con panna”, gelato a forma di banana al gusto di fiordilatte e cioccolato, arricchito di meringa all’italiana e granella di mandorle tostate. La banana gelato, va gustata dopo aver partecipato ad una funzione religiosa in onore della Madonna.  Altra specialità tipica della festa era ” Lu Core te Cupeta “, un dolce a forma di cuore, realizzato con zucchero caramellato e mandorle, che i giovani regalavano alle fidanzate. La festa negli ultimi anni ritorna alla sua antica importanza grazie non solo alle luminarie, ai concerti bandistici e fuochi pirotecnici di prima qualità, ma anche alle innovazione apportate senza però intaccare la tradizione. La festa dell’Annunziata è molto sentita dal popolo tugliese, una tradizione che sopravvive alla modernità e diventa un’attrazione per la sua atmosfera unica, colma di fede popolare, uno spettacolo di luci, colori, musica e di profumi primaverili che riescono a provocare emozioni e gioia. Una ricorrenza che si ripete nel tempo e che ogni volta ravviva nei tugliesi, anche in quelli che vivono lontano, la fede, la devozione e gli immancabili ricordi. Una festa che rappresenta in tutto il Salento, la prima festa patronale di primavera. Ora tra sacro e profano due storielle che raccontano la festa di Tuglie. “ Vergine te la Nunziata de Tuje, ricordate te me, comu l’Eternu Patre se ricurdau Te. Te mandu l’Angelu Gabrieli cu Te saluta cu l’Ave Maria:io chinu la capu e dicu Matre mia, Maria Nunziata ricordate te l’anima mia ” questa la recita dei fedeli che giungendo a Tuglie a piedi dai paesi vicini, all’alba scandivano a gran voce, per rendere onore all’Annunziata, nei giorni in cui la città si veste a festa con ricchi e sontuosi festeggiamenti religiosi e civili. Ma non poteva mancare la storiella profana, i tugliesi pare, durante la loro festa patronale usavano vendere nelle osterie uova lesse, ma spesso queste uova erano ( cuatizze ) vale a dire guaste, cioè talmente vecchie che per poco gli avventori non ci trovavano il pulcino dentro già bello e formato. Da qui pare l’epiteto ” Puricini ” con cui gli abitanti dei comuni vicini apostrofavano i tugliesi. La processione attraverserà il paese e le batterie, i colpi secchi ed il lancio di palloni aerostatici accompagnerà la lunga processione.
Domenica, nel dì di festa, come da tradizione si svolge la fiera mercato in contrada Mazzuchi, la processione per la benedizione dei campi, lo spettacolo pirotecnico diurno, la celebre ” Batteria ” una volta la migliore in assoluto, quest’anno attesa anche alle ore 21.30 circa lo spettacolo piro-musicale in piazza Garibaldi .Come sottofondo di giornata i concerti bandistici. Nella serata, appena si accendono le luminarie della festa patronale, parte la festa con la sua atmosfera fiabesca. Agli inizi del XX secolo, la festa vive i momenti di maggiore splendore. Protagonisti i Tugliesi emigrati in America che contribuiscono economicamente alla sua realizzazione. Con le loro offerte, infatti, ogni anno si realizzava uno spettacolo pirotecnico  “La Cumparsa”. Si trattava di una bengalata che riproduceva l’immagine di un bastimento, simbolo della loro partenza dall’Italia. Lunedi ultimo giorno di festa con i gruppi musicali contemporanei in piazza, la prima festa popolare dell’anno include anche la Festa in onore di San Giuseppe, co-patrono della città. Vi si svolge una importante fiera del bestiame e degli attrezzi agricoli e il tradizionale mercato dei prodotti casalinghi il giorno della “Nunziateddha”. Poi non rimane che aspettare un nuovo anno, per godere delle stesse emozioni dell’anno precedente, magari ripetendo situazioni e tradizioni ormai entrate nel costume di questa festa che annuncia la Primavera.

Raimondo Rodia