Teulada

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Non è la prima volta che nella nostra rubrica @Ladolcevitaly passiamo dalla bellissima Sardegna, ricca di bellezza naturali e tradizioni. Oggi è il turno di Teulada, città situata nella provincia del Sud-Sardegna e che rappresenta un simbolo della storia della Sardegna stessa, essendo stata abitata sin dalle età più antiche, come quella prenuragica e nuragica.

La presenza dei tipici monumenti dell’età nuragica si accompagna ad altri reperti storici. Gran parte della Sardegna venne occupata nel tempo dai fenici e dai punici che qui si stabilirono, come testimoniano i resti del tophet punico a Malfatano, sull’isola davanti a Tuerredda e il porto sommerso di Melqart, sempre a Malfatano.

I primi insediamenti si trovavano alle spalle dell’istmo di capo Teulada, dove pare vi fosse un insediamento militare romano a presidio delle due baie di cala Piombo e porto Zafferano.

Si trattava di un accampamento che alla fine sopravvisse fino all’epoca romana, quando venne chiamato Tegula, nome dovuto alla produzione di terracotta tipica dell’età romana, attestata tra l’altro dalla recente scoperta di una fornace in prossimità di Tuerredda.

Teulada è uno spettacolo della natura, ne sono testimoni pressoché tutti i maggiori artisti sardi del XX secolo, che sono stati ispirati da suoi paesaggi affascinanti e dai costumi locali.

Oggi è un centro di tremila e 500 abitanti, posta in un fondo valle nel basso Sulcis, una zona resa celebre dalla sua costa di grande bellezza, con strapiombi alternati a cale di sabbia dai colori unici.

Le spiagge

Questa zona, come quasi tutta la costa sarda, si presenta con una serie di spiagge stupende come Tuerredda, indubbiamente tra le spiagge più belle dell’intera Sardegna, con sabbia finissima e mare cristallino dai colori esotici. Altre belle spiagge in zona sono Campionna, Piscinnì e sa Canna, spiagge amate dai praticanti snorkeling.

Le cale di capo Malfatano sono incantevoli, sono sparse attorno al capo che in cima ha una torre spagnola e uno stagno subito alle spalle. La baia creata dal promontorio fu scelta come punto di approdo già dal VI secolo a.C. dai fenici. Porto Tramatzu invece si distingue per il suo lido di sabbia bianca e sottile, con acque verdi e turchesi, fondale limpido e bassissimo che lo collega all’isolotto prospiciente.

Altra spiaggia degna di nota è s’Ottixeddu, visitabile solo a numero chiuso in estate. Cala Zafferano invece è all’interno di una base militare accessibile via mare in luglio e ad agosto.

Spostandosi verso nord-ovest, troviamo un altro gioiello, is Arenas Biancas, nella parte meridionale di Porto Pino, con dune accessibili da una strada dentro il poligono.

Non mancano paesaggi incantevoli anche subito all’interno della costa, con i rilievi che offrono boschi e paesaggi non immaginabili, come la sorprendente foresta di lecci e sughere di Gutturu Mannu.

Il paese

Nel borgo di Teulada, le strette vie si inerpicano e sbucano in piazze e slarghi abbelliti da alcune sculture, rimaste a ricordo della manifestazione artistica internazionale ‘Scultura e Pietra’.

Qui, tra queste piazze e vie, si svolge in agosto su Sonatori, una rassegna di strumenti folk. Viva è ovviamente la tradizione artigiana, che presenta tante perle, dai ricami di abiti e tappeti alla manifattura in ceramica, pelle e sughero.

Tra i monumenti è da visitare la chiesetta tardo-gotica di San Francesco, molto graziosa e ben fatta. Suggestivi qui a Teulada sono le processioni della Settimana Santa e la festa di San Giovanni battista a fine giugno.

Ma è a Sant’Isidoro che è riservata la devozione più sentita, a maggio e ad agosto, quando avviene la processione verso la ‘sua’ chiesetta campestre che viene accompagnata da gruppi in abiti tradizionali di tutta l’Isola. Il santuario è situato nella piana di Tuerra, dove sorgeva il paese in età giudicale. Poi, a causa di assalti dal mare ed epidemie, venne rifondato nel XVII secolo più all’interno, dove si trova attualmente. La Torre del Budello venne eretta proprio a causa delle scorrerie piratesche.

Spostandosi in centro, interessante è la Chiesa parrocchiale della beata Vergine del Carmelo (XVII secolo), dove peraltro è allestito un museo d’arte. Qui la patrona di Teulada è celebrata a metà luglio, in contemporanea con la sagra del pescatore. Davanti alla facciata neoclassica della chiesa vi è la seicentesca casa baronale dei Sanjust, antichi feudatari del paese, oggi dedicata a mostre e sede, nel mese di agosto, della sagra di pane e formaggio.

Il territorio attorno alla località è ricco, come dicevamo sopra, di eredità preistoriche. Si va dai ritrovamenti nella grotta di monte sa Cona, ai resti di venti nuraghi, tra cui sa Perdaia. Notevoli anche i resti di età fenicio-punica come il tophet nell’isolotto di Tuerredda e il già citato porto sommerso di Melqart. 

Dal punto di vista naturalistico, qui siamo alle pendici dei monti del basso Sulcis, note anche per la biodiversità, con Punta Sebera, la Foresta Is Cannoneris e il Parco di Gutturu Mannu, molto interessanti dal punto  di vista naturalistico e conosciute per il birdwatching. Chiaro che mare, montagna, storia e tante tradizioni artigianali locale fanno di questa zona un gioiello imperdibile.

“The village of Teulada is situated on the splendid Costa del Sud, in Sardinia isalnd, and is renowned for its marvellous beaches and crystalline sea. .
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Surrounded by a landscape which is still wild and unspoilt, it offers features and scenery of a thousand surprises.
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Its coastline alternates long beaches with rugged and jagged coasts and is characterised by the splendid Capo Malfatano, which encloses a good stretch of coast as far as its extreme point of Capo Teulada.
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Teulada also offers suggestive high altitude panoramas to its visitors in the forest of Gutturu Mannu and on Mount Punta Sebera. The name Teulada goes back to the Latin “tegula”, documenting the great production of terracotta in the area.
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The area was inhabited in ancient times by the native populations, as is demonstrated by the presence of around twenty nuraghi and also by the numerous archaeological findings brought to light inside the cave of Mount Sa Cona, used by the Pre-Nuraghic peoples as a burial place and which has restored pottery shards referable to the Culture of Bonnanaro.”

Nuovi territori 

Il recente accordo con lo stato sta facendo tornare ad uso civile un tratto di costa totalmente inesplorato, perché soggetto da decenni a restrizioni militari. Questo porterà ulteriori benefici in ambito turistico ad un territorio già ricchissimo di bellezze naturali.

Ovviamente si spera che l’arrivo dei turisti sia accompagnato dalla salvaguardia di una bellezza incontaminata.

Ma visitare questi luoghi significa anche conoscere le tradizioni locali ricche di feste e processioni tipiche.

Le feste religiose e le tradizioni 

Si parte da fine giugno, con la festa dedicata a San Giovanni Battista, con il rito di “is goppais e is gommais de froris” (i compari e le comari di fiori) el’accensione de “su fogaroni” (il falò): una festa decisamente popolare, frutto di tradizioni antiche, insite nel modo di essere degli abitanti di Teulada, devotissimi al loro Santo.

Teulada è molto partecipe e coinvolta nelle festività religiose, che conservano una vasta partecipazione popolare. La massa dei fedeli segue sempre il gruppo de “Is cunfradas”, la confraternita teuladina, addetta ai trasporti dei vari simulacri. Oltre a Is cunfradas, il gruppo folk della Pro Loco, con gli abiti tradizionali, accompagna le processioni che si svolgono durante l’anno. A questi poi si aggiungono gli omologhi di altri paesi sardi, che accorrono numerosi in base alla festività.

La processione di Sant’Isidoro resta però la più importante per Teulada. Infatti, pur non essendo il patrono del paese, è a questo Santo che i teuladini riservano maggior devozione. Le processioni dedicate al protettore dei contadini,  vengono svolte durante due periodi dell’anno: maggio e agosto. Queste partono da Teulada, raggiungono la chiesa di Sant’Isidoro, presso Tuerra, in una fertile pianura dove era situato il paese prima del 600′.

La statua del santo viene poi riportata in paese e trasportata da Sa tracca, carro per buoi adornato a festa. Anche qui partecipano numerosi paesi da tutta la Sardegna coi propri costumi tradizionali che rendono la processione del 21 agosto una vera attrattiva turistica e storica.

Ovviamente anche la Settimana Santa ha le sue processioni. Quella del giovedì santo, la via crucis del venerdì mattina e quella Su scravamentu che si tiene la sera (ovvero la deposizione di Cristo dalla croce) e i fine S’incontru la domenica di Pasqua. La domenica vi è una doppia processione che parte da due punti diversi del paese e converge al centro del paese stesso. Una processione procede con la statua della madonna, l’altra (che parte dalla parrocchia di San Giovanni Battista) con la statua del Cristo risorto.

Una volta ricongiunti i due gruppi, i cunfradas, che sorreggono le due statue, svolgono dei rituali movimenti così che il Cristo levi il velo luttuale della Madonna. Infine gli spari, le scampanate e la liberazione di due colombe con la processione che si riunisce e risale verso la Chiesa della Madonna del Carmine.

Artigianato locale

Oltre alle già citate lavorazioni di sughero, pelle e ceramica, è di queste parti il famoso il “Punto Teulada”, che rende unico il ricamo in quest’area. Nelll’enogastronomia si nota il pane locale, il “Sa tunda teuladina” ed i vini locali, come il Carignano del Sulcis, oltre a tantissime altre specialità della zona.

Insomma, se oltre al bel mare, cercate anche altro, a Teulada avrete modo di vivere un soggiorno completo e ricco…visitate questa zona della Sardegna…Fede.