Tarassaco

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Oggi andiamo a conoscere il Tarassaco o Taraxacum officinale. È una pianta appartenente alla famiglia delle Asteracee. Si tratta di una pianta officinale che cresce spontaneamente considerata depurativa per eccellenza. La pianta è nota dall’antichità per le sue proprietà sfruttate mediante l’utilizzo di foglie e radici.

Ha decine di soprannomi tra cui dente di leone o stella gialla. La pianta ha diverse proprietà officinali. È di colore giallo intenso e il fiore si chiude la sera per riaprirsi all’alba. Dopo l’inflorescenza in cima al fusto si genera una sfera di acheni bianca, il famoso soffione con cui giocano i bimbi.
In Italia lo si trova ovunque sotto i 2000 metri ma ben sopporta i vari climi. E’ chiamato dente di leone per le sue foglie dentellate. 

Nel Medioevo, il tarassaco veniva già utilizzato come rimedio efficace contro i disturbi di fegato e reni. La scelta si dimostrò felice nei secoli successivi.

Volgarmente viene chiamato piscialetto.

Proprietà

Tra le funzioni principali spicca quella diuretica dovuta alla forte presenza di potassio e flavonoidi.
Il tarassaco stimola poi le secrezioni biliari e svolge un’azione disintossicante. Il fegato espelle cosi il colesterolo in eccesso con effetti positivi sulla circolazione.
Flavonoidi, acido ascorbico, calcio e vitamine A, B, C e D rendono il tarassaco un erba completa.

Dunque il tarassaco è un ottimo antinfiammatorio e uno stimolante dell’attività pancreatica. Al tarassaco si riconosce un azione positiva sul sistema linfatico e immunitario.

Uso

Questa pianta può essere ingerita in insalata consumandone le foglie amare. Questo prima dell’inflorescenza. Oppure si possono fare decotti o estratti utilizzando le radici. Ad esempio si prendono 15 grammi di radici essiccate che vengono lasciate in infusione per circa 5 minuti in 200 ml d’acqua calda. Poi si filtra e si beve il tutto.

Le foglie più vecchie si possono utilizzare cotte come si faceva una volta, per preparare zuppe, minestroni o minestre.

In certe zone italiane si mettono i fiori di tarassaco sottaceto per poi mangiarli. (Vedi ricette sotto).

Le proprietà come detto sono depurative e favoriscono l’eliminazione delle tossine dall’organismo. Combattono la stitichezza ed il colesterolo. Stimolano l’attività del fegato.

Ideale dopo le feste dunque, con funzione depurativa.

Dalla radice del tarassaco in passato, tra le due guerre mondiali, si estraeva il lattice da cui si ricavava, a sua volta, la gomma. Non è tutto, dalla torrefazione delle radici, in passato si otteneva un surrogato del caffé, col valore aggiunto delle proprietà benefiche.

Il Tarassaco si presta anche alla fantasia in ambito culinario. Tante le idee che si possono proporre.

I boccioli di tarassaco sottaceto a mo’ di capperi, ad esempio. Per prepararli basta una manciata di boccioli, aceto, succo di limone e sale. I boccioli di tarassaco vengono fatti bollire per cinque minuti in acqua salata e acidulata col succo di un limone, scolati e fatti raffreddare e asciugare per bene.

Come ultimo passo a questo punto, vanno riposti i boccioli in un vasetto di vetro a chiusura ermetica e ricoperti con aceto di vino bianco.

Si può preparare anche una frittata: Basta prendere 500 gr di foglie di tarassaco, 100 gr di pancetta per chi vuole, 1 uovo a testa, sale e olio per la cottura.

Dopo aver smimuzzato la pancetta e averla passata in padella con l’olio, le foglie di tarassaco vanno raffreddate, una volta tolte dall’acqua van passate al tritatutto, aggiungendo poi la crema di pancetta.

Come ultimo passaggio battere a parte le uova con il sale e unirle agli altri ingredienti.

Ottime anche le frittelle di fiori di tarassaco. Qui occorrono 4 tazze di fiori già sbocciati, lavati e asciugati, 150 grammi di farina 00, 1 bicchiere di vino bianco secco, 2 albumi, 1 tuorlo, 1 bicchiere di brandy, zucchero, sale e olio da frittura.
Si crea una pastella mescolando farina con il vino, il brandy, un cucchiaio di zucchero, un pizzico di sale, e i due albumi montati a neve. Infine immergere nella pastella i fiori di tarassaco e far friggere in olio bollente.

Un erba sorprendente niente da dire. Tante proprietà abbinate a tante possibilità di utilizzo.