TANTO CIELO PER NIENTE

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Dolore, gioia, speranza, sono sentimenti ed emozioni che si alternano leggendo il romanzo di Maria Venturi, “Tanto cielo per niente”.

La protagonista assoluta è Stella, una ragazza madre, poi donna, poi moglie e, infine, di nuovo madre alla quale la vita non ha risparmiato nulla.

Da ragazza sognava un futuro splendido, e come tutti credeva che la vita potesse riservarle solo cose belle. Ma, in seguito a un’estate indimenticabile, la sua esistenza cambierà drasticamente.

Stella si ritrova incinta, il ragazzo Pit la esorta ad abortire, ma il suo cuore le dice di non farlo, così si ritrova madre in giovanissima età. La figlia Lucia crescerà soprattutto grazie all’amore e alle cure dei nonni materni, mentre Stella troverà lavoro presso un’agenzia pubblicitaria e si innamorerà del capo Maurizio.

Si sposeranno e avranno un altro figlio, Chicco. Purtroppo, la scoperta di una disabilità uditiva del figlio porterà Stella a concentrarsi su di lui e a trascurare tutto il resto.

Senza addentrarmi troppo nella storia, il romanzo di Maria Venturi ha portato alla luce alcune riflessioni. Innanzitutto Stella raffigura l’amore infinito che una madre può riversare sui propri figli e porta anche in evidenza la gelosia e l’egoismo di suo marito che non concepisce come possa essersi trasformato il loro matrimonio in seguito alla scoperta della disabilità.

In poche parole, finché fila tutto liscio è bello stare insieme, condividere spazi e interessi, ma se l’armonia si spezza è tutta un’altra storia.

Un altro aspetto che è emerso è che “il primo amore non si scorda mai” e che rivedersi dopo tanti anni, riscoprirsi con i cambiamenti resi inevitabili dal tempo, può spaventare e impaurire, ma quando il destino ci mette lo zampino, tutto appare più semplice.

La paura è un po’ il filo conduttore di tutto il libro. Paura di ammettere l’evidenza, paura di non riuscire a gestire la malattia del figlio, paura di mettere a repentaglio la fragile stabilità instaurata, paura dell’ignoto, paura di lasciarsi andare. Spesso è più facile nascondersi, chiudere gli occhi e non vedere.

Un romanzo con una trama ben costruita, personaggi studiati con meticolosità e descritti alla perfezione. Emozioni e sentimenti emergono in maniera prepotente e lasciano al lettore riflessioni profonde su cui ragionare.

La protagonista Stella è una figura che mi è piaciuta molto: una donna forte, che non si arrende di fronte a nulla e che ha la forza e il coraggio di ritrovare la verità del cuore.