Sveliamo tradizioni e culti antichi di questo periodo primaverile

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Oggi voglio farvi partecipe di un antica tradizione ormai del tutto sparita. Proprio oggi, partono i tre giorni che la chiesa cattolica indica come ” le Rogazioni “, che consistono in preghiere, atti di penitenza e processioni propiziatorie sulla buona riuscita delle semina. Le processioni rogazionali si distinguono in “maggiori” nella giornata del 25 aprile e “minori” nei tre giorni che precedono la festa dell’Ascensione nel rito romano. Le processioni delle Rogazioni minori si svolgevano per tre mattine consecutive, nei giorni antecedenti la festa dell’Ascensione che quest’anno cade domenica 8 maggio. Il percorso, prendeva inizio già alle 5-6 del mattino e si snodava per diversi chilometri, era studiato in modo che tutto il territorio della parrocchia potesse, sia pure a distanza, essere visto. Il punto di partenza era sempre la chiesa parrocchiale, ma ogni giorno veniva seguito un percorso differente, che giungeva fino ad un punto prestabilito, un luogo significativo del territorio della parrocchia, spesso segnalato da un edicola votiva oppure un capitello, posto in mezzo ai campi. In testa al corteo processionale vi erano le Confraternite maschili con le loro insegne, seguiva il clero ( chierici, seminaristi, diaconi e sacerdoti ). Dietro, le donne, i bambini e in fondo gli uomini. Processioni

Il sacerdote (che indossava paramenti viola) presiedeva il rito. Durante il cammino si recitava una preghiera di gruppo, non appena si giungeva nei punti prestabiliti, la processione si fermava, il chierico alzava la croce e, rivolgendosi ai quattro punti cardinali, si recitavano le invocazioni delle litanie: A fulgure et tempestate, a peste ed altre ancora a cui la popolazione rispondeva a gran voce con la formula” Libera nos Domine. Il sacerdote concludeva la cerimonia proclamando gli oremus finali previsti dalle Litanie dei Santi e dalla ” Messa delle Rogazioni “. Le rogazioni maggiori hanno un’origine ancora più antica. Si rifanno a una celebrazione pre-cristiana, i riti dell’Ambarvalia erano processioni fatte allo scopo di propiziare il buon esito dell’annata agraria. Gli Ambarvali erano una serie di riti che si tenevano nell’antica Roma alla fine di maggio per propiziare la fertilità dei campi, celebrati in onore di Cerere. Durante queste celebrazioni si sacrificavano un toro, una scofra ed una pecora che, prima del sacrificio erano condotti in processione tre volte attorno ai campi; i rituali prendono il loro nome da questo momento, derivando appunto da ambio (vado in giro) ed arvum (campo). L’ambarvale più importante era quella che si teneva nel giorno del calendario corrispondente al 25 aprile. Tale celebrazione fu trasformata in rito cristiano da Papa Liberio (325-366). Ancora alla fine del secolo, però, la celebrazione era radicata nelle popolazioni di rito pagano. Nella città di Roma il rito fu introdotto da Papa Leone III, nell’anno 816; ben presto l’uso fu esteso a tutta la cristianità. Da quel momento in poi, le rogazioni divennero una pratica diffusa in tutte le parrocchie, con le stesse finalità penitenziali, allo scopo di chiedere la protezione divina sul lavoro dei campi, ma anche per tenere lontane le calamità naturali che potessero nuocere alle colture ( gelate, alluvioni, siccità ), ma anche per garantire un raccolto sufficiente a sfamare le famiglie. A fianco del rito, si sviluppò nelle campagne una tradizione che dura ancora oggi: i contadini fabbricavano delle croci con i rami potati dagli alberi che venivano adornate con rametti d’olivo pasquale benedetto.cuccagna Poi questi amuleti venivano piantati nei campi per proteggerli dalle calamità naturali. Tra le processione Rogazionali si inserisce la tradizionale ” Notte di Valpurga “ una festa di celebrazione della primavera, tipica delle regioni centrali e settentrionali d’Europa. Celebrata tra il 30 aprile ed il 1º maggio tramite canti, balli e falò, assume diversi significati a seconda delle differenti tradizioni e culture dei Paesi presso i quali è celebrata. La vigilia del primo giorno di maggio è stata sempre tradizionalmente celebrata con danze e canti ed i Satanisti Laveyani la considerano come una delle tre feste “sacre”, insieme al proprio compleanno ed Halloween, ( notte che precede di 6 mesi Valpurga ) così come dichiarato da Anton LaVey nel suo libro ” The Satanic Bible “. Il primo maggio come conseutudine si è svolta a Galatina la festa rionale di S. Lazzaro che vede protagonista l’albero di Maggio, venerato come simbolo della nuova stagione e delle sue promesse di abbondanza. L’albero della Cuccagna sembra dunque essere quanto resta dell’arcaico albero sacro di maggio, spogliato di ogni magia e di ogni significato sacrale, e ridotto a gioco nel quale i giovani andavano alla conquista di proteine e calorie aggiuntive. Un gioco popolare i cui partecipanti devono cercare di prendere dei premi, di norma generi alimentari, posti in cima ad un palo. Insomma come sempre un misto di magico e religioso, di cristiano e pagano, un intreccio di arcaico e moderno che sfuma ormai verso l’oblio.

Raimondo Rodia