Su filindeu, la pasta quasi introvabile

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Di pasta in Italia ce n’è a fiumi, siamo il paese della pasta. Eppure tra le varie tipologie di questo alimento, industriali e artigianali e di ogni forma e componente, ce n’è una che è considerata una vera e propria perla, essendo molto rara. La Su filindeu.

Su filindeu significa i capelli di Dio. Si tratta di tagliatelle molto sottili servite in brodo caldo di pecora con una spolverata di pecorino.

Il luogo l’avete capito è la Sardegna, per la precisione siamo a Lula, paesino nei pressi di Nuoro. Qui questa specialità viene servita ai pellegrini devoti a San Francesco che tutti gli anni raggiungono Lula compiendo 30 km di notte.

Ma Su Filindeu è in realtà la pasta più rara mondo, una pasta non di massa, dedicata interamente ai pellegrini. Così a molti locali il successo avuto di recente sui social non è andato proprio giù.

Il centro di tutta questa storia è il Santuario di San Francesco, che ogni primavara richiama a Lula centinaia di devoti dalla Sardegna.

Il pellegrinaggio parte da Nuoro dopo la messa di mezzanotte e si svolge lungo un percorso naturale che si articola tra salite e oleandri per arrivare fino al Santuario all’alba.

Il cammino è diventato un rito paganizzato e amato dai turisti e ciò ha aiutato a preservare una tradizione religiosa dall’abbandono. Persino reporter internazionali e serie tv gastronomiche si sono interessate sia al pellegrinaggio che al piatto.

Alla fine del cammino, i pellegrini vengono ricompensati con un lavaggio dei piedi e un piatto di su filindeu dagli abitanti del villaggio.

L’Arca del Gusto di Slow Food ha inserito i su filindeu tra i 4000 piatti o ingredienti a rischio di estinzione. Un iniziativa lodevole se si considera come riporta il giornalista Simran Sethi che “ciò che non mangiamo sparisce”, e ormai tre quarti del cibo mondiale proviene da 12 piante e 5 specie animali solamente. Un impoverimento imbarazzante di un cibo sempre più standardizzato e uniformato nel nome delle grandi produzioni.

Il rischio estinzione è elevato per i filindeu che potrebbero scomparire anche per la complessità della preparazione che richiede anni di pratica artigianale.

È importante mantenere attenzione e informazione intorno a queste secolari tradizioni che fondono aspetti gastronomici con riti sacri e folklore e che sono la vera ricchezza dei nostri territori.

L.D.

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