20001 luoghi d’Italia: Stroppo ( trekking e buona cucina )

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@Ladolcevitaly e Loscrivodame continuano la loro avventura tra i borghi e i luoghi italiani. Oggi conosciamo Stroppo, nel cuneese, in Valle Maira. Un centro di interesse paesaggistico e culturale, ideale per un pò di trekking e per gustarsi la buona cucina locale.

Stroppo, col suo comune, si trova a circa metà della Valle Maira, a 1087 metri di altitudine. Il comune è costituito da diciannove borgate e frazioni. Il paese, di cui le prime notizie si hanno nel 1028, divenne comune nel 1254, sotto il dominio dei marchesi di Saluzzo.

La posizione di Stroppo in Valle Maira è da sempre stata strategica, tanto da essere considerato il capoluogo della valle fin dal XIII secolo. Nulla di formale, ma di fatto qui avevano sede i principali servizi locali come le osterie o le botteghe e i mulini.

Attività agricole, allevamento, tessitura e commercio erano le attività di sostentamento della valle, oggi colpita dallo spopolamento delle montagne italiane.

Il ruolo centrale di Stroppo è evidente dall’istituzione di un ospedale nel 400 (presso borgata Caudano), che fù molto utile durante le epidemie di peste come “lazzaretto”.

Da punto di vista toponomastico, il nome sembra derivi da estrop, dal provenzale “strup”, un termine dialettale che significa gruppo e sottintende al numero di borgate disseminate sul territorio comunale. 

Negli ultimi anni è in atto un tentativo di recupero del paese dal punto di vista architettonico, anche in chiave di sviluppo turistico.

All’interno della valle, la strategicità di Stropppo era anche dovuta al fatto che questo era un punto di passaggio per raggiungere le valli limitrofe: Stura, Grana, Varaita.

Dal 1254 in poi, Stroppo fu dominata da diverse signorie. Prima fu sotto il dominio dei marchesi di Saluzzo. Poi, dopo le lotte di religione, passò ai Savoia. In seguito fu dato in feudo prima ai signori Pallavicini di Ceva, poi al senatore Dalla Chiesa ed infine alla famiglia Taricco di Cuneo.

Architettura 

Queste borgate hanno ancora un impianto tipicamente medievale, sia nelle costruzioni che negli affreschi votivi.

La chiesa di San Peyre si trova in posizione isolata a 1233 metri s.l.m. e spicca col suo campanile tanto da essere considerata un vero gioiello artistico della valle. L’edificio risale all’XI secolo, ha una facciata irregolare a capanna, con muri in pietra, un tetto in ardesia e il campanile a vela.

L’interno di San Peyre è diviso in tre navate, con volta a capriate in quella centrale e volta a crociera nelle laterali.

Gli affreschi presenti nell’abside ritraggono personaggi della tradizione cristiana. La chiesa è molto pittoresca e davvero carina da visitare, conservando uno dei più ricchi complessi di affreschi della zona, tra cui assumono grande valore quelli attribuiti all’anonimo “Maestro di Stroppo”.

La chiesa è isolata e a strapiombo su di uno stretto sperone roccioso. 

Stroppo ha subito come molti comuni montani l’emigrazione stagionale, anche se la presenza dell’allevamento, l’agricoltura e anche di ben nove mulini sulla riva del Maira, hanno consentito un certo grado di benessere alla popolazione locale per tanto tempo.

“Situated in mid valley of Piemonte region, along the road which leads to Elva, the church San Peyre sits on a rocky spur which looks out over the road below.

As you approach, you can’t help but notice the splendid alpine Gothic bell tower.

The interior of the church of san Peyre (St Peter) features a structured space and has several frescoed scenes which can be ascribed to the late Middle Ages.

Il pezzo forte dell’area di Stroppo sono i paesaggi e le camminate, ma anche la buona cucina. Ci sono diverse escursioni ad esempio, che si possono fare in quest’area.

Tra le tante, siggerite dal Comitato turistico locale, l’escursione a Morinesio, Cucchiales, Ruata Valle, Santa Maria, con ritorno a Morinesio della durata di un paio d’ore e un dislivello di 300 m.

Questo sentiero si muove in parte nel bosco e in parte in ambiente aperto e panoramico, dominato da bei prati. Si parte da Morinesio, una borgata con una architettura tipica di valle, fatta di colonne rotonde, portali, archi in pietra, forni, balconi. La strada che pepercorre la frazione, presenta un allineamento di tre portali in pietra. Cucchiales è un esempio di frazione simile, dove però sono ancora visibili piccoli affreschi a tema religioso che tuttora ornano i muri delle abitazioni. Ruata Valle è invece una piccola borgata ristrutturata dove si può vedere un esempio di casa signorile risalente al periodo tra il ‘200 e il ‘500, periodo d’oro per la valle. In questa casa sono ancora ben visibili un portale megalitico e una monofora in pietra. Poi, a fine percorso, ecco spuntare il Santuario di Santa Maria che domina in un’area molto panoramica.
La costruzione, di stile settecentesco, sorge sui ruderi di un’antica cappella del XIV secolo.

Un altro percorso consigliato è quello di Arneodi, San Martino inferiore, Ciamino, Cucchiales, Paschero. Presenta un dislivello di 500 m e una durata di oltre 3 ore e mezza. Il sentiero è in gran parte boschivo e raggiunge la borgata di San Martino che, tra i centri abitati, gode di uno dei più suggestivi panorami della valle, essendo posto su uno sperone. In prossimità della frazione, adiacente il torrente, ecco Arneodi, un’antica forgia con mulino (Mulino di Piri). Ciamino/Contà è un altra frazione ricca di spunti architettonici suggestivi, con le sue case fatte di portali, finestre, decorazioni. Stesso discorso per la vicina Cucchiales e Paschero, la sede della Chiesa Parrocchiale e del Municipio. Qui la piazza centrale presenta anche un’antica casa signorile, ristrutturata e probabile sede della vecchia Prefettura.

Interessante anche il percorso che da Paschero attraversa S. Pietro, Caudano, Pessa, per poi rientrare a Paschero. Dura 2 ore e mezza con un dislivello di 350m. Si attraversano Paschero, San Pietro e, Presso Caudano, sulla piazzetta centrale, si trova uno dei rari edifici medioevali di con tanto di data di costruzione: 7 luglio 1463. Nato come ospedale, fu sfruttato durante le epidemie di peste e per questo viene ancora comunemente chiamato lazzaretto. Sulla bella facciata a vela, sono scolpite bifore con temi e simboli della tradizione celtica. Poi si passa per Pessa, con una mulattiera che scende ad un bellissimo ponte in pietra, fatto a schiena d’asino che attraversa il fiume Maira. Infine Giordana , una piccola borgata disabitata, che mostra ancora i resti di sei pportaliee tre finestre in pietra di origini medioevali.

Si può percorrere un percorso anche passando per S. Pietro, Caudano, Centenero, Serre S. Maria,
Morinesio, Ruata Valle, S. Pietro, percorso di 4 ore circa. Il sentiero qui è vario e completo sia dal punto di vista naturalistico che architettonico. Attraversa antiche borgate e conduce agli edifici più caratteristici del territorio. Nella parte più in quota raggiunge gli alti pascoli estivi.

Ma dopo queste camminate può venir fame. Nessun pericolo, Stroppo e la sue valle hanno anche una discreta tradizione culinaria, legata a tutto il territorio montano cuneese.

Piatti tipici

Sono diversi i piatti tipici della zona, come l’Antipasto Occitano, rilettura del body, tuma e aiolì (patate lesse, formaggio e salsa all’aglio), un piatto tipico delle valli occitane, la Zuppa Antica, con castagne, ortiche, funghi, aglio e orzo, Le raviòlas de toma, un tempo piatto forte del banchetto di fidanzamento, di buon auspicio per un felice matrimonio. I Gnocchi al Castelmagno invece, sono anch’essi di origine occitana. Il Castelmagno, simbolo della vicina valle Grana, è un noto formaggio prodotto nei comuni di Monterosso Grana, di Pradleves e di Castelmagno. Tra i primi ecco anche le Caiettes, un piatto della cucina povera, una specie di “gnocchetti”, il Risotto al Barolo e Castelmagno, un primo piatto molto gustoso a base di due prodotti locali: il Castelmagno e il Barolo.

Proseguendo con altre prelibatezze locali, ecco la Pulenta cumudà, la Bagna Càuda, un istituzione qui, con tutte le sue verdure rigorosamente crude (verza, sedano, cardo, topinambur, peperone, finocchio…) da intingere nella salsa a base di acciughe salate. E ancora la Panada, che si prepara con gli avanzi del brodo e il pane avanzato, un altro piatto di povera origine insomma, gli Involtini di verza, una versione locale degli involtini di verza con prosciutto e mozzarella, l’Agnello con Castagne, splendido e originale insieme di sapori.

Ma la tradizione culinaria locale non finisce qui, ecco il Mato ricetta tipica della Valle Maira, un insieme di tanti ingredienti sottoposto a cottura lenta, nelle caratteristiche teglie in terracotta, l’Aioli, una salsa mediterranea composta da aglio, olio di oliva e sale e dal sapore molto forte, usata per accompagnare pesce, verdure lesse, carne o uova sode. 

Interessanti anche le Cipolle Ripiene, molto usate in zona, ricetta molto fantasiosa. Il Bagnet Verd è invece una salsa tipica di qui, a base di prezzemolo e acciughe. Il Persi Pièn o pesche ripiene, dove si può lavorare di fantasia per creare il ripieno delle pesche e tuttora per la feste di paese vengono accesi i vecchi forni a legna che diffondono l’aroma di pesche. Un altro dolce tipico sono i Biscotti alla Lavanda, ottimi in accompagnamento al té. E ancora le Bignette, le Clafoutis alle Ciliegie, ricetta a base di ciliegie, una torta a sfoglia, servita tiepida, la Torta dei Tetti, con un impasto a base di pere, di origine medioevale, la Torta di pane e frutta secca, una torta rustica e povera, preparata gli avanzi delle feste, andata purtroppo un po’ in disuso  Infine il Bunèt, forse il più tipico e tradizionale dolce piemontese, presente già nel XIII secolo, Bunet in dialetto significa cappello. Lo stampo nel quale viene cotto, originariamente uno stampo di rame, venne chiamato bonèt perché aveva la forma di un cappello.

La Val Maira e Stroppo meritano una visita e assicurano una piacevole sorpresa per chi non conosce questa zona… Fede

Fonti:

https://www.invalmaira.it

Comitato turistico Val Maira

Turismocn

Foto con relativi accrediti e testo in inglese tratte da pagina autore Instagram  @Ladolcevitaly