Stramonio

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Oggi siamo un po diabolici e allora con la nostra rubrica infinita ci occupiamo dello stramonio comune (Datura stramonium L.).

Si tratta di una pianta a fiore della famiglia delle Solanacee  (Angiosperme Dicotiledoni).

La scopolamina, potente alcaloide presente principalmente nei semi ma non solo rende questa pianta altamente velenosa. Un pò come tutte le piante del gruppo Datura.
Pianta erbacea a ciclo annuale ha un fusto eretto che può raggiungere i due metri.

Con foglie grandi e a margine dentato-frastagliato, i suoi fiori sono ermafroditi e disposti singolarmente. La fioritura avviene tra luglio e ottobre e i fiori restano chiusi durante il giorno per aprirsi la notte. Il profumo intenso attira le farfalle che impollinano così il fiore.

Lo stramonio cresce nei climi temperati e subtropicali di Europa, Asia e America. L’origine della pianta non è certa ma era diffusa e conosciuta già nell’antichità. In Italia è presente dalle pianure alle zone sub-montane, dove cresce sporadica nei terreni incolti e vicino ai ruderi o ai lati delle strade.

Lo stramonio è chiamato erba del diavolo ed erba delle streghe per le sue proprietà sedative oltre che narcotiche e allucinogene.

Si differenzia dunque dalle erbe valutate in precedenza, qui l’uso e terapeutico e solo sotto stretto controllo medico.

Folkloristicamente va aggiunto che era alla base di molti rituali magico-spirituali dagli sciamani e delle tribù indiane.

Data l’elevata tossicità in passato era purtroppo utilizzata anche nei suicidi.

Proprietà

Lo stramonio ha al suo interno alcaloidi, scopolamina e atropina. Ha dunque effetti allucinogeni e l’uso della Datura stramonium per questo tipo di finalità è molto pericoloso essendo la dose attiva di alcaloidi allucinogeni molto vicina alla dose tossica.

La differenza di composizione e contenuto alcaloide da pianta a pianta rende difficile creare delle tinture controllate. Il seme ha al suo interno una serie di sostanze: Tropanalcaloidi come scopolamina e giusciamina, beta – carbolinalcaloidi (florodaturatina), metilsteroli, lectine, oli grassi, proteine.

Ha dunque proprietà narcotiche, sedative ed allucinogene che nel passato sono state sfruttate anche per “scopo terapeutico” anche se va detto, sperimentale.

Della pianta vengono mangiati i semi e i fiori, talvolta utilizzati assieme alle foglie in forma di tisana.
Le foglie una volta erano utilizzate per alleviare l’asma bronchiale, sotto forma di sigarette contenenti anche altre erbe medicinali. Ad un certo punto si capì che dava una forma di dipendenza per cui si smise di utilizzarle. Le popolazioni indoeuropee ne facevano ampio uso.

Lo studioso Pierre Derlon ci spiega come: “Quando dopo lunghe ricerche e discussioni il capo si decideva finalmente per un campo di sosta adatto per i giorni seguenti, lo circondava, buttando il seme della toloche come linea di demarcazione”.

E ancora: ” Quando era presente in una grande festa della tribù un “kaku” (saggio) di buon umore, dava nel vino un po’ di semi pestati della toloche “. Era usato anche come antidepressivo e contro l’insonnia nei bambini: “Agli adulti in profonda depressione, la guaritrice preparava una pozione: 12 semi di toloche schiacciati, bagnati con una goccia di succo di limone o aceto e poi coperto con un bicchiere di vino rosso una volta al giorno”.

Noto e antico anche l’uso in chiave anti-asmatica, in particolare alcuni alcaloidi della datura causano un blocco sui recettori muscarinici della muscolatura respiratoria e broncodilatazione per cessazione della costrizione mediata da questi stessi recettori. Quindi a seguito del rilassamento l’attacco asmatico cessa.
Oggi l’uso della datura in medicina popolare si è quasi estinto. La tintura non figura più nelle farmacopee anche perché fortunatamente esistono altri rimedi, anche fitoterapici, meno rischiosi. Ciò non toglie che lo Stramonio come le altre erbe abbia una funzione ben definita sul nostro corpo e se ben utilizzato possa essere un rimedio utile in certi casi estremi.

In fitoterapia ad ogni modo vi sono ancora un paio di casi in cui lo stramonio è utilizzato:

In caso di Paralisi Agitans e altre forme di delirio tremor come nel Parkinson e altre degenerazioni neurologiche, gli effetti, anche se non curativi, sono buoni. I medici prescrivono la tintura, inizialmente 15 gtt. al dì aumentando man mano fino a 40-60 gtt.al dì.

Come rimedio naturale contro l’asma bronchiale e da assumere solo in forma di affumigature e tinture. La Tintura madre si ottiene facendo macerare in alcool i fiori e i frutti immaturi.Lo Stramonio è cattivo per definizione dunque. Le sue proprietà allucinogene sono citate da Omero nell’Odissea e da Shakespeare in Romeo e Giulietta e in Antonio e Cleopatra.

Tutto è velenoso di questa pianta. Eppure una qualche funzione, specie in casi gravi come quelli sopra citati, la può avere.

Lo Stramonio ha anche un uso omeopatico anche se molto limitato e in ultradiluizioni. L’utilizzo è estremo anche qui: Fenomeni convulsivi, nevrosi accompagnate da crisi di panico e allucinazioni con delirio. Meglio non averci a che fare, insomma.

In sostanza, fatti salvi i casi di gravi compromissioni a livello neurologico, oggi viene utilizzata in modo sicuro solo in Omeopatia per la cura di stati febbrili,insonnia,e tosse spastica.

Abbiamo visto anche l’erba del diavolo quindi, è bene dire che in Italia una direttiva del 2009 non consente di inserire parti di Stramonio negli integratori alimentari. Anche l’uso domestico è assolutamente da evitare. Era doveroso, per storia e importanza, trattare anche questa pianta, che tutto sommato qualche piccola nicchia di utilizzo, in medicina, l’ha mantenuta.