STORIA DI UNA BALENA BIANCA RACCONTATA DA LEI STESSA

0
242

Una lettura molto veloce quella del libro di Sepùlveda, “Storia di una balena bianca raccontata da lei stessa”, ma molto profonda nei significati e nei messaggi che vuole lasciare ai lettori.

Si tratta di una bellissima rielaborazione del capolavoro “Moby Dick” di Melville, raccontata dal punto di vista della balena, è lei che ci parla.

Una balena ingenua che, all’inizio non capisce come può la malvagità degli uomini arrivare a tanto e ogni volta che incontra una baleniera cerca di apprendere tutto ciò che può per evitare di essere catturata e per proteggere la sua specie.

Per “gli abitanti del mare” è tutto semplice, non ci fossero gli uomini – come per qualsiasi cosa – sarebbe tutto tranquillo e si svolgerebbe tutto secondo natura, senza violenza, senza crudeltà. Ma – ahimé – noi dobbiamo sempre metterci lo zampino e rovinare qualunque cosa.

Ciò che fa più male è che gli uomini vogliono accaparrarsi ogni cosa, anche se non è veramente utile, solo per la smania di avere sempre di più e di dimostrare al mondo intero di essere i più forti, gli imbattibili, coloro che tutto vogliono e tutto ottengono.

Il racconto della balena bianca è scritto con un tocco di spirito magico, quando Sepùlveda racconta le tradizioni della “Gente del Mare” che venera il mare e i suoi abitanti, con usi primitivi e molto lontani da quelli della società moderna.

Un libro che può essere letto anche dai bambini, ma che contiene al suo interno un significato profondo e spunti di riflessione importanti: ad esempio l’azione dell’uomo quanto può incidere sulla natura? La violenza è sempre necessaria? Cosa rimane nel cuore di chi compie simili atrocità?

Luis Sepùlveda ci lascia una storia adatta a tutti, ma per nulla banale! Ottime anche le illustrazioni che abbelliscono il racconto!