Stefano Amato “Bastaddi”

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Stefano Amato

Bastaddi.
Pensando a Bastardi senza Gloria di Quentin Tarantino, ambientato in Sicilia durante il maxiprocesso e non in Francia durante l’occupazione dei nazisti. Questo è il concetto di base del libro di Amato.
I bastaddi del tenente Raineri, sono a caccia di mafiosi. Chi capita nelle loro grinfie viene ucciso e scalpato, oppure rilasciato purché serva da monito (non prima di essere inciso con una stidda sulla fronte ).
Intanto il capo dei capi di Cosa Nostra è nervoso, questa banda mette in ridicolo i suoi picciotti. Bisogna dare un segnale e qui un colpo di scena, qualcosa che nessun poteva prevedere .
Lo scrittore offre scorci della realtà siciliana dell’epoca, con riferimenti alla cultura grunge dei primi anni ’90.
I nomi dei personaggi sono storpiati, possono essere riconosciuti dietro ai vari Liistro, Paternostro, Taormina Decaro, protagonisti di quegli anni.
Le uniche figure a mantenere il loro nome reale sono Falcone e Borsellino, che nell’epilogo possono brindare ad una Sicilia finalmente libera da Cosa Nostra.
Bastaddi è un atto d’amore verso Tarantino, ma anche verso la Sicilia e verso chi è morto per difenderne la libertà.
È un libro dalla prosa avvincente, il linguaggio è diretto serrato, dialoghi taglienti.
I personaggi sono ben caratterizzati.
È un libro che si legge tutto d’un fiato, che una volta finito porta a chiedersi tanti perché.