Stavo soffrendo, ma mi hai interrotto

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Stavo soffrendo ma mi hai interrotto

Maurizio Sbordoni

San Paolo Edizioni.

Recensione di Antonella Gagliardo;

“ Una mamma è come la luna. Anche la luna invecchia,si rimpicciolisce e si riempie di rughe…. Ma noi la vediamo sempre giovane, splendente, il suo cerchio luminoso non perde di grazia…. Ogni anno si allontana dalla terra.Si allontana dal mondo.”
E’ questo che pensa Maurizio, il protagonista di questo romanzo autobiografico, quando viene a conoscenza della malattia che ha colpito sua madre; il cancro, un parola breve, capace di contenere tonnellate di dolore . Maurizio è uno scrittore, è sposato , ha due sorelle , Stefania e Ilaria, un padre che lo vorrebbe diverso e una mamma che lo ama per quello che è, in maniera smisurata , come solo l’amore di una mamma può. Vivono una vita agiata , senza particolari problemi, fino a quando la diagnosi della malattia non irrompe nelle loro esistenze mettendoci dentro il tormento, la sofferenza , la paura di perdere una persona che è mamma , moglie e seme di vita in ogni casa.
Maurizio giorno per giorno segue l’andamento delle cose, nei cicli di chemio che precedono l’intervento chirurgico della madre che tutti si augurino possa essere risolutivo.
Ce ne parla sviscerando ogni sensazione ma non nel classico modo con cui si affrontano gli argomenti spiacevoli della vita.
Ce ne parla riuscendo a farci disperare con lui , a farci sperare con lui, a farci ridere quando con ironia indaga nelle cose , in maniera comica , a farci riflettere quando pensa “ a tutte quelle persone che sperperano unici decimi di vista per vedere solo in bianco e nero”.
Perché quando la malattia ti raggiunge, o raggiunge chi ami, capisci in qualche modo, che fino a quel momento hai visto il mondo sottosopra. Non sei riuscito a vedere ciò che andava davvero guardato . Non siamo riusciti a comprendere quanto fosse importante il nostro corpo funzionante sino a quando non mettiamo piede in un ospedale freddo silenzioso. Maurizio vorrebbe ci mettessero la musica “ che cola dalle pareti perché la musica è vita, requlibria corridoi e stanze fatalmente squilibrate”.
Nei sei cicli di chemio ci sono giornate buie e giornate meno buie dove la mamma di Maurizio sta meglio e sembra sia davvero tornata per non andarsene sul serio.
“Ride, scherza e poi sorride, la catena di montaggio delle sue espressioni crea nella mia anima un dipinto famigliare, come un quadro famoso maneggiato con cura e trasportato con l’imballo in giro per il mondo. Quanta mamma c’era in mamma quel giorno !”
Nei giorni più bui Maurizio si rifugia in Dio, lo va a cercare in Chiesa per porgli delle domande, che probabilmente non avranno una risposta , ma anche in quel silenzio ci mette tanta fede in Lui.
Lacrime, risate, recriminazioni, litigate, abbracci,tra i membri di una famiglia come tante , che si stringe attorno ad un perno che li lega, con l’amore.
L’epilogo non ve lo anticipo affatto, perché dovete leggerlo per coglierne l’intensità.
Una narrazione che non annoia neanche per un istante, giochi di parole, frasi da rileggere perché più le leggi e più ti entrano dentro. Emozioni che non potrei descrivervi appieno se non sapessi che state leggendo il libro come ho fatto io.
Un libro meraviglioso che mi rimarrà dentro per molto tempo, almeno fino a quando non lo andrò a cercare per rileggerlo e non averne mai abbastanza.