Stanza silente

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 “Stanza silente”
 
di Maria Rosa Oneto
La luna accoccolata in giardino
pareva rosa di maggio,
scia di un bacio mai reso,
volo di cardellino
a riempire il vuoto di due mani.
Su foglie portate dal vento
s’adagiava il cuore
stanco di sperare,
vecchio di sogni e illusioni,
trepido alla paura di morire.
Soltanto dolore, tinto di grigio,
reso marmoreo allo scalpello del tempo,
imbrattato di sentimento
e porpora sciolta nell’acqua corrente.
Ancora respiro il tormento del cielo,
quell’affaccio d’arcobaleno tra nubi leggere.
Una carezza di speranza
oltre i muri di una stanza silente.