Spirito libero e sangue caldo

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Marianna A.
Spirito libero e sangue caldo
A cura di Luigi Nacci.

Una donna rom ( “ noi preferiamo dire rom -non zingari -. Quello rom è un popolo molto grande a cui piace viaggiare e vivere all’aperto e appena svegli ai rom piace vedere l’alba e alla sera il tramonto e quando arriva la notte guardare le stelle “) racconta la sua vita senza filtri.

Lo fa dall’arrivo dei suoi avi in Europa e dall’infanzia dura e libera passata tra i Balcani, alla lotta in vita adulta, venduta per tre monete d’oro ad un marito di una violenza inaudita, cambiando tante città per approdare a Trieste.

In mezzo accade di tutto, Marianna, la protagonista subisce violenza di ogni genere, le viene bruciata la casa, nel mentre mette al mondo tanti figli.
All’editore dice che vuole far conoscere la sua storia perché quello che ha scritto ( in maniera sgrammatica ) potrebbe servire ad altre donne.

Una vita molto difficile, la gestione dei figli i cambiamenti di scuola e non solo, è una lettura che fa male da quanto è cruda e vera.

Lei è una donna combattiva e nonostante è sempre positiva, soffre ma si ostina ad andare avanti con grinta. C’è anche uno spiraglio di cambiamento per lei, quando ormai i figli sono diventati autonomi e a loro volta in giro per l’Italia e l’est Europa, com’è la vita dei rom.

Come dice Spinelli nella postfazione, uno dei massimi studiosi della materia, non tutti i rom vivono così, né tutte le donne vivono esperienze così drammatiche.

È un libro molto bello e interessante, fa riflettere molto sui pregiudizi verso “gli zingari “in generale”.

Anna