Soul, la recensione

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Joe Gardner professore precario di musica riceve l’offerta che oggi anelano in molti, passare finalmente di ruolo e avere un posto fisso che gli possa garantire una dignitosa stabilità economica. Per Joe tuttavia accettare sembra un pò tradire il sogno di diventare un musicista affermato. Quando gli eventi sembrano finalmente volgere per il meglio accade l’impensabile, ma la determinazione di Gerry non si fermerà nemmeno davanti all’estremo richiamo. La paternità della pellicola prometteva bene e infatti il regista, Pete Docter, non ha perso la sua scintilla.

La storia è originale e divertente. Punta dritta alla lezione più importante e semplice ma che in una realtà complessa come la nostra tende a essere troppo spesso dimenticata. Pete Docter come in Coco assegna un ruolo importante alla musica e mette in scena personaggi multietnici sempre diversi e dà risalto a interessanti realtà di nicchia.