Sotto un cielo di stoffa

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Sotto un cielo di stoffa
Cristiana Cella
Avvocate a Kabul.
Edizioni Città del sole.

Ho partecipato alla presentazione di questo libro, durante la quale su un grande schermo , scorrevano foto a documentare l’Afghanistan e le sue genti.

La scrittrice segue dal 1980 le vicende afghane, entrò clandestinamente a Kabul per documentare la resistenza degli abitanti della città contro i russi.

Dal 2009 è membro del Cisda (Cordinamento Italiano Sostegno Donne Afghane).
Non ha mai smesso di seguire le vicende di quel paese e delle donne. Si occupa di progetti umanitari, anche il ricavato della vendita di questo libro è destinato ai progetti di aiuto.

Qui racconta la storia di donne che combattono nel loro paese, rischiando ogni minuto del loro tempo.

Avvocate che si mettono a disposizione per dare aiuto concreto a donne che hanno bisogno di protezione, donne che subiscono, il più delle volte in silenzio, violenza e brutalità di ogni tipo da parte dei loro familiari: mariti, padri, fratelli.

Storie che fanno rabbrividire, ma storie di donne coraggiose, che non sono sicure nemmeno dentro al tribunale dove cercano giustizia per le donne che devono difendere.

I talebani non risparmiano nessuno, non rispettano le donne e nemmeno i bambini, è una corsa contro il tempo per la quasi totalità di loro.

Raccontando dei suoi viaggi, racconta quello che succede e degli aiuti pratici che vengono offerti per far frequentare la scuola ai bambini o laboratori per occupare e rendere più autonome ragazze e donne, nel ”Shelrer “ o Casa protetta per donne e bambini scappati con le loro mamme o nati lì.

Nel libro si ripercorre anche la triste storia di questo paese , “con record di vittime civili, i più sanguinosi da quando, nel 2009, l’ ONU si è messo a contare “ , del suo governo e delle sue leggi .

Il libro è arricchito da bellissime foto di Carla Dazzi, anche lei membro del CISDA .
Libro che merita davvero di essere letto, testimonianza diretta da un paese che non trova pace.

La cronaca degli ultimi mesi e dei profughi che, alcuni sono riusciti a scappare, alcuni ancora no, è cosa nota. Come tristemente è notizia di cronaca di due giorni fa: “quattro donne, tra le quali l’attivista e docente di Economia Frozan Safi, 29 anni, sono state assassinate in Afghanistan.

Safi è il primo difensore dei diritti delle donne ad essere uccisa da quando i talebani sono tornati al potere a Kabul.
La giovane era scomparsa da circa due settimane. Con altre tre donne sarebbe stata attirata in una trappola, in una casa di Mazar-i-Sharif, con la promessa di poter lasciare il Paese.”

Anna