Solo un ragazzo

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Elena Varvello
Solo un ragazzo

Recensione a cura di Anna Cavestri 

È solo un ragazzo, un adolescente di cui non si non si sa il nome.
Un ragazzo che fatica ad essere se stesso e ad interagire con gli altri.
Si nasconde dentro un cappuccio sempre in testa e tra gli alberi, in una capanna trovata per caso in mezzo al bosco.
È considerato un po’ strano, nella piccola comunità di Cave dove come un’ombra lo si vede in giro, quando è buio soprattutto.
Fa alcune cose strane, è un adolescente in fondo. Non ha amici.
Segnali di disagio ne dava, ma alla fine tutto veniva quasi giustificato “ in fondo è un bravo ragazzo “
La madre la più comprensiva, il padre meno e a volte severo, le due sorelle si preoccupavano ma non più di tanto.

Quando il ragazzo decide di andarsene senza preavviso, sentendosi fuori posto e incompreso, questo apparente equilibrio familiare va in frantumi.
La madre, addebita al marito l’essere stato severo e comincia la sua fatica di vivere, il padre vive coi sensi di colpa e cerca fuori casa qualche consolazione le due sorelle trovano accoglienza della loro sofferenza una pregando, l’altra bevendo.
È una famiglia che si interroga e si spezza, che cerca di rimettere insieme i pezzi del puzzle per rinsaldarsi. Eppure il ragazzo segnali di malessere ne aveva dati e non pochi.
Segnali che spesso si sottovalutavano o non si volevano vedere. È più facile pensare che sono “ bravate di un ragazzino “ piuttosto che un disagio di vivere magari proprio derivante dalla famiglia.

Il libro apre con il titolo di una poesia di Emily Dickinson:

“Di tutta la verità ma dilla obliqua “, qual è la verità che ci si chiede e che fa sfondo al libro “ Che cosa sei?”.

Domanda che quando arriva tardiva è un macigno che rischia di non aver risposta.
È un romanzo che si legge tutto d’un fiato ma che lascia tante riflessioni e anche tristezza.
Le incomprensioni in famiglia sono un peso che a volte ci si porta appresso per tutta la vita, o possono condizionarla, o peggio, come nel caso del ragazzo col cappuccio sempre in testa.
I soliti conti che ogni famiglia prima o poi deve fare.

È una lettura scorrevole e interessante.
Un libro che merita di essere letto.

Anna