Solo i bambini sanno amare

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Cali
Solo i bambini sanno amare.
Edizioni Vague

Recensione a cura di Anna Cavestri 

Tutto è racchiuso nel titolo, mai titolo califu tanto esplicito di quello di cui il libro parla.
Bruno è  il protagonista, sei anni, ha dovuto presto fare i conti con la mancanza d’amore più grande, quello della madre.
Ma l’amore non se n’è mai andato dalla sua vita, Bruno continua ad amare la madre e ama senza ripensamenti la sua famiglia e quelli che reputa i suoi grandi amici. L’amore senza schemi, diventa il secondo soggetto del libro.

Racconta in prima persona, alla madre, quello che gli succede, com’è la vita dopo di lei, come se lei fosse lì vicino ad ascoltare. È innamorato della sua compagna di scuola Carol, l’innamoramento puro di un bambino di sei anni così come è pura l’amicizia con il suo nuovo amico Alec, Alec è diventato ben più di un amico. “A casa sua mi accettano un po’ come il quinto figlio . Come suo fratellastro.”

Bruno ama a prescindere. La sua famiglia senza la mamma è diventata triste e melanconica, il papà è sempre più fragile ma nonostante tutto, Bruno lo accetta e prova pena e amore per lui. Ma il protagonista cerca le sue zone di benessere al di fuori, dai nonni, dagli zii e soprattutto a casa di Alec.

E tra un racconto e l’altro di quello che gli capita, racconta alla mamma i ricordi di quando c’era anche lei, perché non può dimenticare. Le manca e le comunica quanto le vuole bene sempre, come se fosse presente.
Fare i conti con la morte è difficile per Bruno, è la prima volta che scopre cosa vuol dire, anche se tutti pensano che è troppo piccolo per sapere.
È struggente questo bambino che tra se e se si spiega il significato del decesso, ogni cosa in casa lo riporta alla madre, anche se hanno bruciato tutte le sue cose, i ricordi non si bruciano e nemmeno il suo amore per lei.

E come sprizza di gioia per quello che prova per Carol, quando riesce a sfiorarle la punta delle labbra e come soffre invece quando volendo con forza baciarla lei lo allontana per sempre.
A consolarlo l’amico Alec che lo bacia in bocca , quel bacio rifiutato che mette in pace Bruno.
Darà fastidio a qualcuno ma non a loro, che non smetteranno di essere amici speciali.
È un libro molto commovente, visto dalla parte di un bambino, capace di capire i grandi e le loro debolezze e capace di conviverci e commuoversi per loro.
Sempre a difesa della sua famiglia, conscio di quello che in questa non funziona più senza la mamma.

Un bambino che sta con i bambini, manifestando il suo malessere quando si sente deriso senza risparmiare niente a nessuno, fino a diventare aggressivo. Un bambino che riesce a farsi amare dai più e da qualcuno in modo speciale.
Il mondo dei bambini meriterebbe più attenzione da parte dei grandi, quanto hanno da insegnare!
È da leggere per la sua ricchezza, perché è una novità nel genere letterario, non è facile da adulti scrivere come se si avesse sei anni in prima persona.

La scrittura è fluida senza giri di parole, l’ho trovato molto poetico. Tradotto dal francese da Gabriella Montanari e Sylviane Tulimero, questo è il secondo romanzo di Cali ( nome d’arte di Bruno Caliciuro, scrittore , musicista e cantante francese).

Anna