Soli tra noi, caos e armonia

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Soli tra noi

 

Caos

[da te]

Armonia

 

Mi estinguerai ridendo:

questa strada, d’ossa opalescenti,

non finirà mai. L’angoscia zoppicante

scorre dentro le mie vene qualora mi sfiora

il tuo profumo di lussuria: e una rivolta

silenziosa ingrana la marcia funebre

nella mia testolina vuota.

 

Ma la tua tenebra fluente,

sotto questa pioggia, un lurido preludio,

mi ricorda la tubercolosi di Maiorca:

ed è giusto che il mio cadaverico corpo

ti possegga tra le sacre mura di clausura.

 

Me stesso e te stessa = noi

teatro di ombre,

mostri oscuri, tremolanti

come la fiamma che ti delinea le curve:

solo le ombre sanno cosa sia il vero amplesso.

 

Mo’ di perversione e purezza:

sublima in quintessenza l’anima, collage

di idiozie trascorse, mentre t’affanni

dolcemente dentro questo giaciglio

costretta dal mio amore e da altro,

di cui solo tu hai coscienza.

 

Eugenio Kaen