Sogno infranto

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SOGNO INFRANTO

I
Non so quante volte ho cercato
di ingannare la coscienza,
incline a camminare sobria
nei vicoli stretti della coerenza,
senza trovare il largo della forza
per oltrepassare l’insormontabile.

Cosi, ho spinto oltre il coraggio
a cercare la strada aperta
di quel brivido spiegato
alla sommità di un battito in levare.

Nello scoprirmi ebbra d’amore,
ho ceduto al suo richiamo,
intuendo che chi non ha mai amato
è come quella anoica crisalide
che non diviene mai farfalla.

E mi sono sorpresa a volare
tra le cime più alte di un sentimento,
condividendo l’ebbrezza dichiarata
nelle notti di Primavera.

II
Ma la verità ha avvelenato l’Autunno,
ha spogliato i suoi ultimi virgulti di speme,
ha declinato l’amore, già sconfitto,
negli angoli serrati della disillusione.

E non c’è antidoto che curi la tristezza,
che scacci la pena di un’acre realtà,
quando la ragione libera i rimorsi
nella certezza della fine d’un amore.

Ma non son pentita di aver vissuto,
di aver amato e d’aver colto
la leggerezza degli attimi traboccanti,
anche se il mio animo ,ora,
si copre di dolore crudo,
mentre una lacrima amara scivola
nell’oblio madido di un infranto sogno.

Anna Cappella