Smartfood #3. I 30 protagonisti che allungano la vita e la migliorano

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La dieta Smartfood, a differenza di molte altre diete, ha il placet della comunità scientifica. Le ricette Smartfood sono tutte approvate dallo IEO e rispondono ai requisiti scientifici della teoria cui si ispirano.

Un altra caratteristica da evidenziare è il fatto che i 30 cibi Smartfood si combinano seguendo la tradizione gastronomica della Dieta mediterranea che secondo l’UNESCO è patrimonio dell’umanità. Basta adattare quest’ultima allo stile di vita contemporaneo e si è già a buon punto.

In tal senso ci si apre al resto del mondo con un pò di oriente tramite la nota di giallo della curcuma, o di Brasile con le sue noci, o di Cile con la sua quinoa.

La gioia e alla base della miglior alimentazione quindi dolci e sapori non devono mancare. Al bando il piattume, la grigia minestrina e l’insipido. Smartfood è creatività colore ed equilibrio nei sapori.

Dicevamo, 30 cibi Longevity e Protective sono alla base di questa dieta. Gli Smartfood si distinguono in Longevity e Protective: 20 cibi di lunga vita e 10 alimenti e categorie di alimenti che proteggono l’organismo.

I Longevity Smartfood contengono molecole che influenzano la durata e la qualità della vita. Ciò è stato dimostrato negli studi di nutrigenomica in laboratorio e su modelli animali. Queste molecole stimolano le vie genetiche che influenzano la durata e la qualità dell’esistenza. Certe sostanze in effetti modificano l’espressione del DNA e quindi lo stato di salute.

Le molecole smart, addirittura, sembra che riescano a imbavagliare i geni dell’invecchiamento quali p66 e Tor, e ad attivare i geni che allungano la vita Queste vie coincidono con le vie del metabolismo.

I geni dell’invecchiamento, o gerontogeni, si accendono dopo i pasti abbondanti ordinando che si ricavi energia nelle cellule e si immagazzini grasso.

Ma l’iperproduzione di energia genera radicali liberi e alla lunga danni cellulari, mentre i tessuti adiposi abbondanti si comportano come una ghiandola che secerne sostanze infiammatorie.

Entrambe le cose finiscono per innescare il decadimento fisico, l’obesità e le malattie legate alla senescenza, quali il cancro. Al contrario, quando si mangia poco o si digiuna, i gerontogeni non si esprimono o si esprimono meno e “parlano”i geni della longevità i quali impongono che si usi l’energia disponibile soprattutto per riparare i vari danni a carico dei tessuti.

La restrizione calorica dunque, una sorta di semi-digiuno che prevede una riduzione del 30-40% dell’apporto calorico giornaliero, allunga la vita in tutte le specie in cui è stata sperimentata, scimmie incluse.

La soluzione sarebbe il digiuno programmato ma spesso risulta difficile da applicare per tanti motivi. L’ipotesi affascinante è che con alcuni cibi che mangiamo è come se digiunassimo.

Alcune sostanze dei Longevity Smartfood, com’è emerso in studi di laboratorio e su modelli animali, mimano il digiuno, provocano gli stessi effetti sui geni che ha lo stress dell’assenza di nutrizione: non s’immagazzina adipe, non si produce energia di pronto uso, si pensa all’integrità dell’organismo.

Sono sette le molecole smart individuate finora, sembra talmente abili da instaurare legami chimici che vanno a inibire i geni dell’invecchiamento e a svegliare i geni della lunga vita: antocianine, capsaicina, curcumina, epigallocatechingallato, fisetina, quercetina, resveratrolo.

La Dieta Smartfood ha riunito 20 Longevity che le contengono in quantità abbondanti: –arance rosse (antocianine); –asparagi (quercetina); –cachi (fisetina); –capperi (quercetina); –cavoli cappuccio rossi (antocianine); –ciliegie (antocianine); –cioccolato fondente almeno al 70% (quercetina); –cipolle (quercetina); –curcuma (curcumina); –fragole (antocianine e fisetina); –frutti di bosco (antocianine); –lattuga (quercetina); –melanzane (antocianine); –mele (fisetina e quercetina; anche antocianine se rosse); –patate viola, sia le dolci sia del tipo vitelotte o highland burgundy red (antocianine); –peperoncino e paprika piccante (capsaicina); –prugne nere (antocianine); –radicchio rosso (antocianine); –tè verde e tè nero (epigallocatechingallato); –uva (resveratrolo; anche antocianine se nera).

Non ci sono ancora risultati di indagini sugli esseri umani che correlino i Longevity Smartfood a una maggiore aspettativa di vita, ma gli studi condotti su questi cibi, nell’uomo o in animali, ne hanno evidenziato proprietà straordinarie comunque.

Ma c’è un dosaggio.? Nessuno si aspetti un dosaggio. La nutrigenomica è una disciplina agli albori e non ci sono ancora le basi.

I 10 Protective Smartfood sono fonti di macronutrienti, minerali come calcio o ferro, vitamine e fitocomposti (molecole proprie delle piante, quali i polifenoli). Una mole immensa di ricerche ha mostrato che questi allontanano obesità e molte malattie croniche, tra cui diabete, patologie vascolari, demenze e tumori.

Sono: –aglio; –cereali integrali e derivati; –erbe aromatiche; –frutta a guscio; –frutta fresca; –legumi; –olio extravergine d’oliva; –oli di semi spremuti a freddo; –semi oleosi; –verdura. La tecnica di cottura e di preparazione ovviamente presiede a meccanismi chimici che rendono più o meno disponibili per l’organismo le sostanze utili.

Questi sono i concetti della dieta Smartfood, per applicarli vi centinaia di ricette che rendono questo regime alimentate molto più divertente e fantasioso di quanto sembri.

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