Singoli brandelli di vita

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Singoli brandelli di vita reclamano il respiro del vento dietro porte chiuse a chiave.
Li sento graffiare i muri, torcersi le dita, bestemmiare in sottofondo pur di non disturbare gli aguzzini.
Reclamano di poter andare, magari a piedi scalzi e con le palme piagate, i lunghi capelli canuti dove la sporcizia ha intessuto reti, i corpi dilaniati dalla fame, torturati, imbarbariti da anni senza carezze e da bastonate che hanno piegato loro la schiena come muli gravati da troppa soma.
Rimasugli di esistenza in una ciotola di riso, lo sguardo arrampicato a quella piccola inferriata dove a stento arriva l’orgasmo del mare. Soli nello scorrere del tempo con quel ramo di mandorlo che suona sino al sorgere dell’alba.