Simona Manganaro. Diario di bordo

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Simona Manganaro
Diario di bordo

A cura di Anna Cavestri 

Anna, ragazzina molto “sveglia “ , vive con Valentina, la madre , tra i vicoli di Genova ( i carruggi).
Una vita un po’ sbandata la loro, la madre , lavora un po’ nei vicoli , un po’ fa pusher . Le sue frequentazioni si possono immaginare , non delle migliori, le condizioni di vita molto precarie .Anna li conosce e li frequenta, pur avendo ben chiaro che la sua vita non è un gran che. Ma alla sua mamma vuole tanto bene, va bene a scuola e cerca sempre di essere educata ed adeguata. Tutt’altro da chi frequenta la sua mamma.
Ma una vita vissuta sempre al limite della legalità, prima o poi…
Così durante una perquisizione in casa viene trovato un certo quantitativo di cocaina.
Valentina in galera ed Anna in comunità per minori.
Per quanto la mamma è sempre la mamma, stava bene con lei, come può sopportare questa separazione la piccola Anna?
Non la trattano male in comunità, la direttrice è un po’ severa, ma Anna non ce la fa. Dopo aver saputo che Valentina era morta, con un espediente riesce a scappare e a far perdere le sue tracce.
Riesce a farsi accettare su un caiacco in partenza nel porto, sperando di porre fine ai suoi problemi ma, dopo questa “avventura “ torna in comunità da sola, con più consapevolezza e sfruttando le sue risorse riesce a fare capire la sua fuga senza essere punita.

Anzi dopo questa esperienza il rapporto con la direttrice migliora ed Anna riesce ad ottenere di mantenere un rapporto con un’amica della madre,Coco , l’unica persona per cui nutre affetto ed è ricambiata.
Non è una favola a lieto fine o una storia melensa , questo romanzo è la testimonianza che anche nelle situazioni più disperate o sfavorevoli, ci può essere riscattato. Non solo a volte pur crescendo in situazioni di privazioni si può essere e diventare persone acute o con una “marcia in più “ , per andare avanti senza ricalcare gli errori o le fragilità dei genitori.
In questo romanzo c’è la Genova di De Andre’, Coco canta ad Anna le sue canzoni, ci sono i vicoli, “ c’è la graziosa “ in via del campo. E c’è un futuro migliore.

È un libro scritto bene, si legge piacevolmente ed in fretta e con tanti punti di riflessione.
A me è piaciuto in modo particolare perché ho vissuto a Genova per 10 anni e un po’ me la porto dentro, ed anche perché ho lavorato con ragazzi come Anna ed anche alcuni di questi me li porto ancora dentro.

Anna