Silvia Licetti. Il pozzo di vetro

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Silvia Licetti
Il pozzo di vetro.

Recensione a cura di Anna Cavestri 

Sarah, giovane americana, lascia gli studi per aiutare la famiglia in seguito alla morte improvvisa del padre, a capo di una grande azienda.
Prende il posto del padre, ma no è vista di buon occhio dal socio con cui il padre era in società.
La madre e i fratelli non la sostengono quanto e come vorrebbe e lei non ci sta più a sottostare alla rigidità anche affettiva che regna in famiglia.
La madre nel frattempo si era sposata col socio del padre. Lei si sposa col padre di un amico del fratello, avvocato, che le è anche d’aiuto per i problemi dell’azienda.
Grazie a lui, viene a conoscenza di male affari, per i quali il socio si dimette dalla società, con tutto quello che ne consegue in famiglia.
Dopo un ulteriore duro colpo personale si allontana da tutto e tutti, rifugiandosi all’estero, in Italia, presso un amico dei tempi dell’Università.
E’ qui, tra le colline toscane, che prende coscienza di poter dare una svolta alla sua vita, secondo le sue attidutidini e volontà, in assoluta libertà.
Rientrata in patria, dopo l’ennesimo aggravarsi della crisi familiare, la madre con la quale ha cercato fino all’ultimo di allacciare un rapporto mai esistito, viene a mancare, ed ancora di più si rende conto che non è lì che dovrebbe vivere.
Una coincidenza fortuita la conduce a una nuova vita.
“Pozzo di Vetro” è un romanzo che affronta il tema della rinascita individuale, rinascita da lutti e soprusi per scoprire quella verità su se stessi che è lì, nel profondo, sulla quale bisogna avere il coraggio di affacciarsi per cambiare.
La trama è molto interessante in quanto si tratta di un romanzo familiare, pieno di segreti, alleanze, malcontenti, incomprensioni e tanti “non detti” , che piano piano vengono a galla.
La lettura è scorrevole i dialoghi sono ben strutturati , è una lettura piacevole , ricca di punti di riflessione.

Anna