Siamo davvero liberi di scegliere cosa leggere?

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SIAMO DAVVERO LIBERI DI SCEGLIERE COSA LEGGERE?

Bentrovati, la settimana scorsa abbiamo argomentato sull’importanza di leggere, (La rubrica meno letta? La mia). Oggi vorrei soffermarmi sul diritto dello scegliere liberamente cosa leggere!

Ho una domanda che mi rimbalza in testa ogni volta che vedo le classifiche dei libri più letti e credo sia una curiosità di molti scrittori. Mi chiedo: ma perché sono sempre i soliti autori noti, rappresentati dai grandi marchi editoriali, ad avere pieno dominio sugli scaffali delle librerie e nel cuore dei lettori?

E questo, oltre a farmi riflettere sul senso della vita, sui suoi mille dilemmi, tipo: “Dovevo fare l’influencer, rifarmi il seno avrebbe aiutato? Moltissimo!”, mi porta ad uno stato di esasperazione mentale in cui me la prendo con il mio gatto, con frasi sconnesse del tipo: “Perché cavolo quella vende migliaia di copie e io ovviamente nessuna?” Lui di tutta risposta, quasi sempre, sbadiglia; mi guarda schifato e si allontana, fregandosene del mio stato d’animo come la maggior parte del mondo in fondo…

Oggi, domando a voi lettori (tanto per darmi il colpo di grazia): quanto influirà la notorietà dell’autore e della sua Casa Editrice sulla scelta della vostra prossima lettura?

È risaputo che siete una categoria a rischio estinzione, introvabili quasi come il lievito di birra in questo momento; e quando vi addentrate in una libreria la scelta cade quasi sempre sui soliti autori e i loro nuovi best-seller. Non potrebbe essere altrimenti: ci sono indizi ovunque! Libro in bellavista, in multicopia in tutte le vetrine, con tanto di gigantografia cartonata dell’autore. “Milioni di copie già vendute in tutto il mondo!” citano i vari cartelloni promozionali e al lettore non possono che brillare gli occhi (più o meno come quando il mio gatto vede la scatoletta del suo paté aperta…). Promozione, marketing sanno il fatto loro e vi guidano direttamente al libro “Giusto” per voi! Una mia curiosità: era poi giusto?

Dunque, ricapitolando, se vado in libreria quali autori trovo? (Io non ci sono: ho controllato bene, bene…) ma ci sono tutti i più letti ovviamente! I “trovabili” li definisco io. Gli eletti!
Ma perché sono i più letti? Ve lo siete mai chiesto? Forse perché gli autori sono davvero bravi, hanno talento, trattano storie avvincenti, danno informazioni utili. Tutte possibili risposte, ma io ho un’altra versione: vanno di moda! E la maggior parte delle persone ama tutto ciò che fa notizia, dà spettacolo, fa tendenza, in bene o in male, e senza rendersene conto spesso diviene un gregge, ma vorrei ricordare che sovente le greggi finiscono al macello. (Altro argomento che non vi farò perdere prossimamente). Se poi si pensa che il 60% dei lettori italiani predilige fare acquisti nelle librerie fisiche. Non c’è gara! I “trovabili” vincono senza nemmeno aver combattuto!

Ma come dare torto ad un lettore che sceglie la libreria? Cosa c’è di più bello che accarezzare la copertina di un libro, sfogliare le sue pagine, leggerne qualche passo qua e là, osservarne le immagini e imprimersi di quel profumo di carta stampata? E non è solo questo, ma avere il tempo di prendere confidenza con il libro, tenendolo tra le mani, quasi una sorta di intimità con il nuovo compagno di viaggio.
Fortunatamente, però, c’è anche una parte di lettori che ama “scegliere” esplorando realtà più piccole e acquista on line sui tantissimi Store di libri disponibili.

Qui ha la possibilità di stanare nuovi romanzi, spesso di qualità, che in libreria non avrebbe mai trovato! Gli “introvabili” (così li definisco), libri che sognano la vetrina, lo scaffale di una libreria ma per giungervi, prima, bisognerebbe far sapere che esistono… E qui la domanda viene spontanea: perché le librerie non danno spazio, tra i loro scaffali, anche alle realtà editoriali meno note? La scelta di un libro dovrebbe essere assolutamente libera, lasciando a tutti gli scrittori famosi o meno la possibilità di proporsi indistintamente dal marchio editoriale che li rappresenta; solo così si potrebbe davvero parlare di libera scelta a favore dei lettori. Ma è davvero giusto pensare che solo il Grande Marchio editoriale venda qualità? Ma cosa è la qualità?

Tra le tante analisi lette su tale argomento, trovo interessante il pensiero di M. Joseph Juran (1904 – 2008) uno dei pionieri nell’ambito della Qualità Totale che, con i suoi oltre settant’anni di carriera, si può considerare a pieno titolo uno dei “padri” della qualità.
Per Juran la qualità è il grado con cui uno specifico prodotto soddisfa le esigenze di uno specifico utilizzatore finale. E i libri che scegliete vi soddisfano davvero? Un libro, a mio parere, dovrebbe avere contenuti, insegnamenti, riflessioni, messaggi costruttivi, portarci a divertire, emozionare ma anche a riflettere e soprattutto lasciare in noi spunti giusti per crescere umanamente e intellettualmente.

Con questo pensiero vi saluto, sperando che un giorno la qualità vera salti fuori, che si scelga liberamente davvero! Perché oltre a ciò che c’è in bella mostra nelle tante librerie ci sono infiniti tesori ancora da scoprire.

Alla prossima, l’autrice meno letta.