Si cambia decennio, anni 2010 addio

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Ci siamo, stiamo per entrare negli anni 20 del XXl secolo, sembra ieri per chi ha almeno una quindicina d’anni, quando ci stavamo affacciando agli anni 10 e invece è passato un decennio.

Ma che decennio è stato? Normale farsi una domanda del genere, normale tirar le somme e pensare a cosa è accaduto e cambiato in questi dieci anni. In fondo la nostra vita è scandita dal tempo e con questo dobbiamo fare i conti ogni giorno.

Sono stati dieci anni di transizione, così si dice da più parti, in realtà lo si capirà solo tra qualche anno cosa ci ha lasciato questo decennio. Quel che è certo è che, almeno nella prima parte, è stato dominato dagli effetti dalla grande recessione di fine anni 2000, iniziata con la crisi dei subprime negli Stati Uniti nel 2007 che ha portato prima alla crisi finanziaria dell’Irlanda nel 2008-2009, poi dell’Italia e successivamente di tutto il continente europeo.

Da metà decennio è iniziata una lentissima ripresa economica, mentre una maggiore sensibilità ambientale dovuta ai disastri causati in giro per il pianeta dall’irresponsabilità umana, ha iniziato a farsi strada.

Un altro fatto che ha segnato questi anni è la diffusione nel 2010 da parte di WikiLeaks, senza autorizzazione, di 251.287 documenti contenenti informazioni riservate provenienti da 274 ambasciate americane in tutto il mondo e dirette al dipartimento di Stato degli Stati Uniti.

Questo fatto ha avuto un forte impatto sulla politica in tutto il mondo, con forti reazioni da parte dei leader di molti paesi. Nello stesso tempo, nella seconda metà degli anni 10 è avvenuto il passaggio da una politica mondiale aperta di tipo liberal, tipica dell’era Obama, a una più intransigente e conservatrice e populista, rappresentata ad esempio dal governo autoritario di Erdoğan in Turchia, dalla crisi venezuelana, dalla Brexit britannica e dall’elezione di Donald Trump alla presidenza americana che hanno portato ad un forte inasprimento della diplomazia e poi all’ascesa di partiti di destra, molto conservatori e indipendentisti un po’ ovunque.

In Italia siamo andati ancora più invecchiando, in tutti i sensi: Demograficamente, mentalmente, economicamente, i segnali positivi sono pochi, in una nazione che fa fatica a staccarsi da un passato ingombrante e a trovare nuove scintille di crescita e sviluppo, facendosi spesso dominare dalla nostalgia per i bei tempi andati.

Ma i giovani sapranno trovare una loro strada, una loro identità, il futuro è loro ed è giusto essere ottimisti e credere nelle nuove opportunità che il mondo potrà offrirgli.

Cultura, arte, musica, enogastronomia hanno cercato in questi anni di trovare nuove leve di crescita attraverso una sempre maggiore cura e specializzazione, una maggiore attenzione alle tradizioni, ai beni culturali, alle ricchezze delle nostre città. Gli stessi, tanto bistrattati, reality o format, hanno in qualche caso contribuito a riavvicinare la popolazioni a tradizioni che rischiavano di perdersi nell’oblio. 

In fondo sono stati gli anni di Amici, Masterchef, Xfactor e altri, svariati format a tema culinario, musicale ma anche artistico o legato al mondo della moda, del design, dell’architettura e via dicendo. Questi hanno finito per influenzare anche le tendenze di tutto quell’insieme di attività ad essi legate e spesso hanno contribuito anche a migliorare la qualità e la ricerca nei vari settori trattati.

Nella musica sono stati anni di grandi perdite, artisti storici che ci hanno lasciato italiani e non, da Pino Daniele a Lou Reed da David Bowie a Lucio Dalla, da Mango a Whitney Houston da Chris Cornell a Prince, da Leonard Cohen a George Michael, da Chester Bennington dei Linkin Park a Dolores O’Riordan dei Cranberries a Lemmy dei Mothorhead, da Avicii a Keith Flint dei Prodigy a Maria Fredriksenn dei Roxette a Amy Winehouse solo per citarne alcuni.

La musica di maggior tendenza e successo è stata quella di origine latino americana come il reggaeton che ha raggiunto il culmine ad esempio con il singolo di successo globale di Luis Fonsi e Daddy Yankee Despacito, uno dei singoli più venduti nella storia della musica, con un video ufficiale che è arrivato al record di oltre 6 miliardi di visualizzazioni su YouTube.

Già, YouTube, questo è stato anche il decennio di questo social, il dominio crescente del video come strumento di successo attraverso le visualizzazioni. Nel frattempo si è abbandonato il rap tradizionale, dirigendosi verso vari crossover o unioni più commerciali, con musica pop ed EDM, come il pop rap e l’hip house. Nasce anche la trap, con influenze di musica elettronica e pop. Mentre nel rock la sperimentazione e i generi crossover si sono moltiplicati.

La stessa musica elettronica ha subito un cambiamento con uno stile più moderno rispetto al passato. Assieme alla Indie music, anch’essa di grande riscontro nel decennio, son tornati in chiave postmoderna anche i vecchi generi disco e funk tipici degli anni ’70, ’80, ’90 con bassi e suoni elettronici synthcome. Bruno Mars, Mark Ronson, Jason Derulo, Daft Punk, ne sono stati un esempio.

Pop dance e musica latina con richiami ai vecchi ritmi dei 70 e 80 si sono succeduti con vari artisti come Taylor Swift, Anastacia, Lady Gaga, Katy Perry, Shakira, Rihanna, Jennifer Lopez, Justin Bieber, Ellie Goulding, Miley Cyrus, Nicki Minaj, Ariana Grande, Lana Del Rey, Jessie J, Beyoncé e Robbie Williams etc.

La musica R&B ha avuto una notevole trasformazione in questo decennio, con i generi new Jack Swing, soul e R&B che si sono incrociati tra di loro con artisti come Bruno Mars ed Ed Sheeran. Nei 10 nasce anche il PBR&B, che mischia l’R&B con altri stili musicali dandogli un suono diverso, alternativo.

L’elettronica raggiunge nel frattempo ottimi successi commerciali soprattutto con l’EDM, rappresentata da David Guetta, Calvin Harris e Avicii (morto il 20 aprile 2018) e altri artisti molto influenti nel decennio.

Adele, Duffy ed Amy Winehouse(morta il 23 luglio 2011) hanno dato nuova linfa al cosidetto soul bianco.

L’hip hop subisce una trasformazione avvicinandosi al grande pubblico e utilizzando un cantato più tradizionale. In Italia la musica subisce un’innovativa rivoluzione con nuovi pezzi electro, dance, house e pop che vengono apprezzati dal pubblico ma anche con nuovi gruppi indie pop come Baustelle, Brunori Sas, Calcutta o personaggi legati al pop o alla trap come Achille Lauro, Mahmood, Sferaebbasta etc . Un ruolo importante lo hanno avuto i talent show come X Factor, Amici e The Voice of Italy da cui sono nate molte nuove leve della musica italiana. Altri hanno saputo avere un buon impatto anche in questo decennio seppur nati nei decenni precedenti come Jovanotti, Cremonini, Gianna Nannini, Ligabue, Laura Pausini, Elisa, Giorgia etc…

Nel cinema di massa è stato il decennio delle serie tv di ogni genere e dell’avvento delle smart TV, di Netflix e dei vari servizi streaming online ma anche dei film superoistici con il record di Avengers endgame, delle saghe tra cui spicca Il trono di Spade, di Avatar, di Harry Potter.

La società è stata forgiata da questi eventi, ma anche dal sempre maggior ingombro degli smartphone, veri dominatori del decennio con tavolate intere riprese sedute a tavola mentre leggono il monitor evitando di comunicare faccia a faccia. Questo senza dubbio è qualcosa che dovrà essere un po’ corretto per evitare di vivere tutti in un mondo parallelo.

Se da un lato gli smartphone hanno portato informazioni e soluzioni importanti alla portata di tutti, in molti hanno un po’ perso la misura, isolandosi dal mondo reale e perdendosi tutta la bellezza di una chiacchierata con amici o parenti o peggio ancora di un abbraccio o di un bacio.

Di forte impatto sociale in Europa anche i tanti gravi episodi terroristici avvenuti specie intorno alla metà del decennio: Parigi, Bruxelles, Nizza  Monaco, Barcellona, che hanno contribuito a creare divisioni, tensioni sociali e poca propensione all’accoglienza dei migranti che a migliaia, disperati, in questi anni, hanno cercato di raggiungere le coste, soprattutto italiane.

I 2010 sono stati anni in cui alcuni personaggi come Steve Jobs, Elon Musk, Mark Zuckerberg hanno avuto un’impatto sociale paragonabile a capi di stato, in quanto pionieri di nuove idee in ambito tecnologico e comunicativo che hanno rivoluzionato le vite di tutti.

Anni in chiaroscuro insomma di cui non è facile capire ora l’impatto che avranno avuto sulla storia. Un po’ come quando Raf cantava “Cosa resterà di questi anni 80”, non si capiva a fine anni 80 cosa sarebbe rimasto di quegli anni di positivo e di negativo. Ora dopo 30 anni è tutto più chiaro.

La speranza è che il prossimo decennio porti ad una svolta verso un un’approccio più responsabile verso l’ambiente da parte di tutti, per lasciare un mondo migliore alle generazioni future.

La speranza è che la scienza porti nuove soluzioni per le malattie ancora non curabili, che possa esserci una miglior distribuzione della ricchezza a vantaggio di paesi arretrati dove ancora la fame è un problema diffuso. Si continua a sperare che l’Italia possa riprendersi, tornando a mostrare le proprie doti migliori, a crescere in tutti i sensi, a liberarsi dalla nostalgia a tratti patetica, dall’individualismo esasperato, dalla burocrazia, dall’ostruzionismo per partito preso, dal clientelismo e da tutti i vizi che l’hanno portata all’agonia.

Non sarà semplice, ma vorrei esser positivo, almeno oggi. Quanto agli anni 10 se ne riparlerà tra qualche anno intanto:

Buongiorno anni 20!!!

L.D.